L’incontro, alla fine, c’è stato. Precisamente alla Camera di Commercio, ospiti del presidente Sandro Ambrosi. Da un lato le istituzioni, nella persona dell’assessore allo sport e presidente regionale del Coni Elio Sannicandro. Dall’altro, un folto gruppo di
imprenditori locali. Pare fossero addirittura una trentina. Tutti più o meno interessati al futuro del calcio cittadino. Qualche nome, tanto per farsi u n’idea: Marco Amenduni, Lello Degennaro, Lorenzo Ranieri, Raffaele Putignano, Vito Vasile, Luigi Guastamacchia, Nicola De Bartolomeo, Francesco Maldarizzi, Pasquale Rafaschieri. Nessuna traccia dei Matarrese, se non quella di un professionista di fiducia della famiglia. All’ultimo momento è saltata anche la presenza dell’amministratore unico, Claudio Garzelli, che ieri era in ospedale per un piccolo problema ma che già oggi dovrebbe tornare a casa. 

L’assessore Sannicandro ha presentato il «progetto di sviluppo dell’As Bari», affidato dalla società allo studio Ghiretti. Il documento contiene le linee manageriali, di marketing strategico e di comunicazione pensate per lo sviluppo del calcio barese e per la valorizzazione di uno stadio che andrebbe inteso come «casa» dei baresi. In tal senso, Sannicandro ha fatto cenno ai primi contatti avviati con l’architetto Renzo Piano, a cui sarebbe affidata l’opera di rifunzionalizzazione dell’impianto. «Questa idea nasce dalla consapevolezza che la squadra della nostra città è un patrimonio di tutti i baresi - ha dichiarato Sannicandro - un valore identitario del territorio, una potenzialità da valorizzare ulteriormente nell’ot - tica di nuove opportunità sportive, sociali, manageriali, economiche e lavorative. Per questo il Comune ha voluto dare impulso a questo progetto, nella convinzione che l’A.S. Bari debba rimanere nella proprietà di imprenditori vicini alla città. Siamo convinti della possibilità di rilancio della gloriosa storia della nostra squadra del cuore, partendo dall’importanza sportiva riconosciuta a livello nazionale ma soprattutto dalla capacità della classe imprenditoriale barese di fare sistema per operare in sinergia con le istituzioni ed i cittadini»

Ma in cosa consiste realmente il progetto volendolo attualizzare? Ci sarebbero tre fasi. La prima riguarderebbe il salvataggio della società. La seconda avrebbe  come obiettivo il pareggio di bilancio mentre nella terza ci sarebbe la valorizzazione del club, con relativi e adeguati investimenti. Il punto di partenza, com’è giusto che sia, è rappresentato dalla pesante situazione debitoria del club. Pare che si viaggi sui trenta milioni di euro, insomma non una passeggiata di salute. L’incontro di ieri non resterà isolato. Sannicandro e il gruppo di imprenditori si rivedranno a gennaio per approfondire le linee guida di questo affascinante ma complicatissimo progetto. Al momento siamo alle semplici prese di contatto, nulla più. Ancora lontani dalla stagione dei fatti.

VASILE ALL’ATTACCO

L’energico Vito Vasile ha accettato di commentare questa mattinata alla Camera di Commercio. «A me piace essere chiaro - spiega l’imprenditore con la solita schiettezza - e quindi far sapere che mi sono seduto a quel tavolo solo ed esclusivamente perché interessato al calcio. Le questioni immobiliari non mi riguardano. Motivo per cui ho lanciato una proposta. Nel prossimo incontro ci dividiamo in tre gruppi. Quelli interessati solo al calcio, quelli che vorrebbero unire calcio e immobiliare e chi, invece, ha interesse solo all’immobiliare. Sarebbe un buon punto di partenza. Gli interessi legati alla zona che circonda il San Nicola?
Credo riguardino esclusivamente i proprietari dei terreni del Tondo di Carbonara. Ecco, a loro potrebbe interessare, per esempio, la costruzione di un albergo vicino lo stadio. A me no, non ci penso nemmeno. Io voglio parlare del calcio. E, magari, sapere con esattezza cosa vogliono fare i Matarrese. Un investimento di 30 milioni ha un senso solo se parte di questo investimento può essere dirottata al rilancio del club. E allora mi chiedo: di quei 30 milioni quanti potrebbero accollarseli i Matarrese? Parteciperò ancora a questi incontri e ho già lanciato una proposta. Per sedersi al tavolo bisognerà pagare un obolo, diecimila euro. Così quelli che vengono solo per farsi belli se ne staranno a casa. Ci sto a discutere di certe cose ma non mi è mai piaciuto essere  preso in giro.

Più chiaro di così...

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Sab 24 dicembre 2011 alle 15:00 / Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
Autore: Redazione TuttoBari
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