L'inchiesta di Bari sul calcio scommesse ha il suo primo indagato ufficiale. Si chiama Angelo Iacovelli, è un infermiere ma avrebbe lavorato per i mercanti del calcio. E' lui l'uomo, sospettano i carabinieri del reparto operativo, incaricato di portare ai calciatori biancorossi il denaro per truccare le partite. Iacovelli ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso in frode sportiva ed è stato ascoltato dal pm Ciro Angelillis insieme con il suo avvocato Piero Nacci Manara. Iacovelli ha però deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. "Era un nostro diritto - spiega il legale - noi non conosciamo nemmeno un atto dell'indagine, non potevamo rispondere al buio di un'accusa che davvero non capiamo. Aspettiamo di vedere cosa accadrà nelle prossime settimane".
La situazione non sembra delle migliori per le persone coinvolte nell'indagine. Gli investigatori avrebbero le prove che almeno in una gara, che il Bari ha giocato fuori casa, Iacovelli ha portato le buste dagli scommettitori ai calciatori. E viceversa. La partita non è andata infatti come promesso e i giocatori comprati hanno dovuto restituire il denaro. La gara non è però l'unica. Ce ne sarebbero molte altre nelle quali Iacovelli ha svolto lo stesso ruolo. E, in questi casi, le partite sarebbero andate anche a buon fine. Agli atti ci sono i nomi dei calciatori protagonisti delle combine. Ci sono i tabulati telefonici, le presenze negli alberghi che testimonierebbero il quadro. Inoltre da qualche giorno nel fascicolo d'inchiesta è finito l'interrogatorio che Carlo Gervasoni, l'ex difensore del Bari, ha reso dopo essere stato arrestato ai pubblici ministeri di Cremona.
Il procuratore Antonio Laudati - che sin dal principio sta seguendo personalmente l'inchiesta - ha avuto uno scambio di atti con il collega di Cremona, Roberto Di Martino. Compreso il verbale di Gervasoni del 27 dicembre scorso quando il calciatore ha raccontato quello che sapeva sulla combine di Palermo-Bari, partita terminata per 2-1 per i padroni di casa. La gara sarebbe stata gestita dal gruppo degli Zingari che, racconta Gervasoni, avrebbero corrotto cinque calciatori biancorossi finiti ora nel registro degli indagati della procura lombarda: sono gli ex baresi Andrea Masiello (ora all'Atalanta), Nicola Belmonte (Siena), Daniele Padelli (Udinese), Marco Rossi (Cesena), Simone Bentivoglio (Sampdoria) e Alessandro Parisi (Torino). "La prima partita di serie A combinata di cui parlai - ha raccontato Gervasoni al procuratore Di Martino - è Palermo-Bari del 7 maggio 2011, finita 2-1, laddove il risultato concordato era di un over con la sconfitta del Bari, con almeno due gol di scarto: si tratta di notizie che mi ha riferito Gegic nell'immediatezza della partita, in quanto ho scommesso sulla medesima". "Ricordo - aveva raccontato Gervasoni - che sempre secondo quanto lui mi riferì, era stato Carobbio a mettersi in contatto con i giocatori del Bari o con qualcuno che gli stesse vicino. Gegic mi riferì che erano stati corrotti i seguenti giocatori del Bari: Padelli, Bentivoglio, Parisi, Andrea Masiello e Rossi. Il risultato concordato non fu raggiunto perché Miccoli sbagliò il rigore che era stato volutamente provocato. Miccoli non sapeva nulla della combine".
Accanto alle dichiarazioni di Gervasoni, nel fascicolo di Bari ci sono i nomi di tre imprenditori vicini ai calciatori (alcuni dei quali sono stati già ascoltati come testimoni) che avrebbero scommesso cifre importanti su indicazione dei giocatori stessi. Spesso, tra l'altro, non vincendo perché venivano date loro informazioni non corrette. Agli atti, anche in questo caso, ci sono tabulati telefonici e le prove dei pagamenti che sarebbero avvenuti in alcuni casi con assegni bancari. Iacovelli è indagato in un fascicolo parallelo a quello aperto per associazione a delinquere e riciclaggio dallo stesso Laudati sempre sulla vicenda calcio. La procura ha cominciato a indagare sul calcio dopo una segnalazione di un bookmakers austriaco, Skysport365, che segnalava flussi anomali su una gara di Coppa Italia (Bari-Livorno) del dicembre 2010. Dai primi accertamenti, è venuto fuori un interesse della criminalità organizzata (e in particolare dei Parisi) alle scommesse sportive. Da anni i clan avevano individuato nelle scommesse una delle vie maestre per il riciclaggio del denaro. La possibilità, offerta da alcuni calciatori, di truccare le gare di serie A dava la possibilità di guadagnare qualche soldo in più. Ecco che sarebbero entrati nell'affare, prima gestendolo da solo. E poi facendo riferimento al gruppo degli Zingari, lo stesso finito sotto indagine a Cremona. Non è un caso che gli slavi più volte sono arrivati a Bari, come testimoniano presenze alberghiere e celle telefoniche: per esempio, hanno passato in città tutto il fine settimana in concomitanza con Bari-Sampdoria. E potrebbe non essere soltanto una coincidenza.
Autore: Redazione TuttoBari
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