Due ore e mezza di interrogatorio all’interno della caserma dei carabinieri di Carbonara, qualche piccola ammissione che potrebbe affossare definitivamente l’As Bari ma, allo stesso tempo, dare impulso all’inchiesta sul calcio scommesse condotta
dalla Procura barese. Dopo Cremona, ieri pomeriggio Andrea Masiello è tornato a parlare davanti ai magistrati: assistito dagli avvocati Pino Salvatore e Francesco Rotunno, ad ascoltarlo c’era il pm Ciro Angelillis. Il terzino destro, ex biancorosso, pur tirandosi fuori e confermando la sua estraneità alla vicenda, avrebbe però ammesso, ancora una volta, di essere stato testimone di alcuni episodi «strani» e avrebbe confessato il presunto coinvolgimento di suoi ex compagni nel giro di partite truccate dello scorso campionato.

Avrebbe riferito al magistrato di aver visto scommettere di frequente, puntando parecchi soldi, 5 o 6 ex giocatori del Bari. Avrebbe scagionato Padelli e Bentivoglio, tirati in ballo a Cremona dal difensore Carlo Gervasoni (indagato nell’inchiesta «Last Bet»), ma alla lista avrebbe aggiunto il nome di un altro atleta, un centrocampista eclettico, partito in estate verso altri lidi, ma pare col vizio
delle scommesse. Le domande di Angelillis, invece, si sarebbero concentrate maggiormente sulle frequentazioni dei calciatori, sull’identità e il ruolo degli scommettitori che avrebbero avvicinato i giocatori e la provenienza dei soldi impiegati. Secondo indiscrezioni, il pm gli ha chiesto se avesse mai conosciuto l’infermiere Angelo Iacovelli, indagato per frode sportiva, e sospettato di aver fatto da tramite tra i giocatori e gli scommettitori. Non solo. Gli sarebbe stato domandato che tipo di legame ci fosse tra i calciatori e tre ristoratori di Bari; e infine se nelle scommesse possano essere finiti anche i soldi della criminalità barese, del clan Parisi in particolare, e del cosiddetto «gruppo degli zingari» citato più volte nell’inchiesta di Cremona.

L’ipotesi degli inquirenti è che siano stati puntati, per interessi diversi,migliaia di euro provenienti dalle tasche di professionisti e personaggi baresi noti, da una parte; e della malavita dall’altra. Da parte di Masiello ci sarebbero state solamente parziali ammissioni. Il terzino, oggi all’Atalanta, ha presentato anche una memoria difensiva di una decina di pagine, e oggi sarà a Roma per raccontare le stesse cose al procuratore federale, Stefano Palazzi.

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Gio 26 gennaio 2012 alle 12:00 / Fonte: Il Corriere del Mezzogiorno - Ed. Puglia
Autore: Redazione TuttoBari
vedi letture