La verità sta venendo a galla, tristemente. Le dichiarazioni rilasciate dall'ex difensore del Bari, Andrea Masiello, durante gli interrogatori concessi alle Procure interessate allo scandalo calcioscommesse, non lasciano presagire nulla di buono sul prosieguo delle indagini. Il giocatore viareggino ha vuotato il sacco, raccontando agli inquirenti tutta la verità sulle manipolazioni di diverse gare del Bari dello scorso campionato. Partite truccate, dai risultati alterati. E tutto, ovviamente, per soldi, che gente poco rispettabile metteva a disposizione degli organizzatori.

Ma la storia di Andrea Masiello, almeno stando alle dichiarazioni che, liberamente, viaggiano sul web e sulla carta stampata, è diversa. Il difensore dell'Atalanta, infatti, dice di essere stato costretto dalla mafia a prender parte allo schifo scommesse. Minacce, paure, rapporti forzati: questa, in sintesi, la versione di Masiello, che ha ammesso l'avvenuta combine di diverse partite del Bari dello scorso campionato, come Palermo-Bari (2-1) e Bari-Lecce (0-2).

A breve, c'è da scommetterci (ironicamente scrivendo), arriverà il turno degli altri giocatori (tutti ex, per fortuna) del galletto tirati in ballo dai super testimoni (tra cui l'ex biancorosso Carlo Gervasoni, ndr). Stiamo parlando di Nicola Belmonte, Alessandro Parisi, Marco Rossi, Simone Bentivoglio, Marco Padelli e, nome nuovo delle ultime ore, Sergio Bernardo Almiron, descritto da Masiello al pm barese come "particolarmente attivo in occasione del derby pugliese". (parole tratte da qn.quotidiano.net).

Si, proprio il derby. Una partita, la partita, che ogni tifosi barese vuole sempre vincere e dominare. Quel Bari-Lecce finì 0-2, e nell'occasione della seconda rete giallorossa, fu Andrea Masiello a fare autogol. Senza pudore e vergogna.

Assisteremo ancora per giorni, inermi, alla passerella di questi uomini. Dispiace, per tanti motivi. Su tutti, il fatto di aver dovuto assistere alle loro carognate inconsapevoli di quello che stesse accadendo. Il Bari entrava in campo, e spesso (quasi sempre) perdeva le partite. I tifosi, depressi, a versare lacrime amare sulla tragica discesa del galletto, in pianta stabile all'ultimo posto della classifica della massima serie dello scorso campionato. Vai a scoprire poi, che tante di quelle battaglie perse erano, in fondo, solo e semplici partite pilotate, di cui, qualche cretino, sapeva anche già il risultato finale.

La dignità di un popolo, quello biancorosso, calpestata senza pudore. Grazie, di cuore.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 26 gennaio 2012 alle 15:30
Autore: Andrea Dipalo
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