Non senza fatica, soprattutto nella battute finali, il Bari è riuscito a raggiungere l'obiettivo della salvezza, nonchè quello dei 50 punti in classifica. E se aggiungiamo i 6 punti di penalizzazione ricevuti nel corso di questa stagione, i biancorossi avrebbero chiuso al decimo posto. Un risultato non da poco se consideriamo con quante difficoltà il sodalizio di Via Torrebella è ripartito l'estate scorsa dopo l'uscita dalla stanza dei bottoni della famiglia Matarrese. Un risultato frutto del grande lavoro fatto sul campo da Vincenzo Torrente, che ha dovuto fare i conti con tante problematiche in questa stagione: dalla cinghia stretta nel corso del calciomercato, all'assenza di un vero attaccante, agli infortuni - che non sono mai mancati -, alla squalifica per 45 giorni di Caputo, alle penalità per i noti problemi economici, alle voci pesanti sul calcio scommesse.

Così, il tecnico di Cetara è riuscito a far disputare un campionato dignitoso alla sua squadra, capace di violare per 9 volte i campi delle squadre avversarie e di essere stato bastone e carota con i tanti giovani presenti in rosa (su tutti Forestieri e Stoian, ma anche Bellomo e Galano). Ora Torrente è un po' stanco di tutte queste tribolazioni patite nel corso di quest'anno agonistico.

"Mi piacerebbe migliorare e fare la normalità, nel senso che ci deve essere normalità in tutto, anche per la società, che ha vissuto i suoi anni più bui. C'è la base per il prossimo anno, s'è costruito qualcosa in quest'anno e sarebbe un peccato rovinare il tutto. Io credo di aver fatto qualcosa di buono": con queste parole l'allenatore del Bari ha avanzato le sue semplici richieste verso la società, con la quale si incontrerà in settimana. E da questo incontro si deciderà se bisognerà continuare a tenersi per mano, oppure sarà giunto il momento dell'addio. Del resto, il lavoro dell'ex Gubbio non è passato inosservato. Nei mesi scorsi Catania, Cagliari e Genoa hanno monitorato con costanza il suo lavoro, così come lo ha fatto il Livorno, che, al momento, resta timidamente alla finestra.

E se nei prossimi giorni si deciderà di porre fine all'avventura di Vincenzo Torrente a Bari, tornerà ad aprirsi il totoallenatore. Quelli di Dionigi prima, e di Stroppa e Mangia poi i nomi fatti per la panchina biancorossa. Dei tre è stato proprio l'ex allenatore della primavera del Milan ad essere stato visionato da vicino dai dirigenti dei galletti. Stroppa nella giornata di venerdì ha formalizzato il suo addio al Sud Tirol, dopo un'esperienza positiva durata solo un anno. Un saluto, che, stando a quanto riportato dal comunicato del club tirolese, sarebbe stato dettato dalle richieste provenute da squadre di categoria superiore per il tecnico di Mulazzano. Ma lo stesso Stroppa, intervistato in esclusiva dalla nostra redazione, ha tenuto a far chiarezza su questo punto: "Ho lasciato il Sud Tirol, perchè il mio contratto era in scadenza il 30 giugno. Non ho voluto rinnovare, per motivi personali e che la società sa, non perchè ho preferito vagliare le proposte che mi sono giunte dalle squadre di categoria superiore, anche perchè, finora, non ho sentito nessuno". Bari compreso

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 27 maggio 2012 alle 17:15
Autore: Gaetano Nacci
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