Pronti via ed è subito gol, come a Reggio. Una partenza da incubo, che non poteva far presagire l'epilogo che, invece, la gara tra Bari e Lanciano ha effettivamente avuto, con i biancorossi vittoriosi con il clamoroso risultato di 4-3.
Ma partiamo dall'inizio, decisamente shock per la formazione di casa, incredibilmente sotto dopo appena un minuto di gioco. Una beffa, a cui i ragazzi di mister Torrente rispondono creando diverse opportunità per il pareggio e colpendo anche un palo con Ghezzal. Poi, tra lo stupore generale, il Lanciano, rintanato per una buona mezz'ora nella propria trequarti, trova l'inaspettato, ed immeritato, gol del 0-2. Doccia gelata per i presenti allo stadio San Nicola quando mancano una manciata di minuti alla fine della prima, stregata, frazione di gioco, che si conclude con il doppio vantaggio degli ospiti, cinici e fortunati nel capitalizzare al massimo le uniche due occasioni da gol costruite durante il primo tempo.
Ci risiamo. La ripresa inizia in maniera rocambolesca, infondendo ulteriore sconforto: il Bari incassa immediatamente il gol del 0-3, gettando (apparentemente) alle ortiche ogni qualsiasi possibilità di rimonta. Sotto di tre reti, contro un Lanciano non di certo irresistibile ma decisamente compatto, è da pazzi credere in una possibile rimonta.
Sbagliato! Il Bari, dopo aver trovato finalmente il primo gol con Sciaudone (bravo ad insaccare su ottima sponda di Caputo), s'infiamma: nel giro di sei/sette minuti, i biancorossi asfaltano il nemico con tre gol incredibili: Caputo, Defendi e Tallo (entrato da pochissimi minuti), schiantano l'avversario, comprensibilmente stordito da questo tsunami biancorosso, che ha permesso alla squadra di ribaltare un incontro che sembrava già abbondantemente perso.
Un'impresa senza precedenti, un gioia immensa per questi ragazzi, e per il suo tecnico, bravissimo nel cambiare le carte in tavola quando tutti, ma proprio tutti, si erano già rassegnati ad un'amara sconfitta. Il passaggio al 4-2-4, con l'utilizzo di due ali larghe e offensive come Fedato e Ghezzal, ha di fatto mandato in tilt le certezze tattiche degli abruzzesi, meritatamente sconfitti da un Bari che ha dimostrato di essergli superiore, per qualità e non solo.
Bravo mister, dunque, ma bravi anche i giocatori. Qualunque altra squadra, sotto di tre reti, avrebbe gettato la spugna. Il Bari no, ottenendo un successo meritato, che certifica ancora una volta la bontà, tecnica e caratteriale, di questo gruppo. Che ora deve continuare con questo spirito: da qui alla fine del campionato mancano ancora sei partite, sei finali, verso una salvezza che, a conti fatti, il Bari avrebbe già conquistato se non fosse stato per la famosa penalizzazione. Pazienza: le possibilità di permanenza ci sono tutte, anzi di più. Standing ovation...
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