Una vittoria a Grosseto gli permetterebbe di ottenere il record di vittorie esterne in serie B ottenute da un allenatore sulla panchina del Bari (15). Il modo migliore per congedarsi dopo due anni importanti, trascorsi tra momenti belli ed altri meno belli, ma non per questo avari di emozioni e soddisfazioni. C'è ancora un obiettivo da raggiungere per Vincenzo Torrente che domani pomeriggio in Maremma potrebbe entrare di diritto nella storia del club pugliese.

Il tecnico di Cetara, nell'ultima conferenza prepartita della stagione, si concede il lusso di dare in anteprima la formazione. Confermato Pena tra i pali, in difesa linea a 4 composta da Sabelli, Altobello, Ceppitelli e Rossi; a centrocampo spazio a Romizi, Defendi e Aprile mentre in avanti avremo un tridente composto da Iunco, Caputo e Fedato.

"Ci tengo a fare i miei ringraziamenti a questi ragazzi - spiega il mister - per quanto fatto vedere nel corso del campionato. Soprattutto i tanti giovani che abbiamo in rosa, quando sono stati chiamati in causa si sono distinti positivamente. Ne è un esempio Fedato che, nonostante venisse dall'Eccellenza, si è guadagnato un posto tra i 27 convocati per l'Europeo Under 21. Spero che Mangia lo confermi tra i 24 che andranno in Israele per il torneo".

Peccato per le esclusioni di Sabelli e Bellomo. "Sabelli è un classe '93 quindi ha tutto il tempo per rifarsi mentre Bellomo ha pagato l'aver disputato un girone di ritorno così così. Ha perso l'equilibrio a causa delle voci di mercato ma rimane un giocatore che ha grandi prospettive. E' una mezzala ma, se riuscisse a migliorare fisicamente e sui passaggi corti, potrebbe avere un futuro alla Verratti".

"Ho sempre avuto un rapporto ottimo col gruppo - prosegue Torrente -  Lo dimostrano le tante volte in cui, quando segnavano, i ragazzi correvano ad abbracciarmi. Sono una persona schietta, ho sempre detto loro quello che pensavo ma li ho anche protetti quando hanno ricevuto delle critiche".

Tranne che in un'occasione. "Si è vero, a Vercelli mi sono sfogato non solo dentro ma anche fuori lo spogliatoio. L'ho ritenuto opportuno per dare una scossa alla squadra anche se poi qualcuno di voi giornalisti ci ha giocato sopra. Volevo ottenere una reazione che, puntualmente, si è verificata".

Una menzione particolare la meritano capitan Caputo che "incarna alla perfezione il mio modo di giocare per grinta e determinazione" e Marino Defendi, reinventato interno di centrocampo. "Lui non era convinto di giocare in quella posizione anche se l'aveva già provata alcune volte nel corso della sua carriera. Eppure i risultati hanno dimostrato che ha fatto benissimo". Ringraziamenti non solo per la squadra, come già detto, ma anche per "tutti i componenti dello staff, i miei preziosi collaboratori, il direttore sportivo Angelozzi che mi ha difeso nel momento più difficile, il direttore generale Garzelli e la famiglia Matarrese presente con Antonio Matarrese in diverse occasioni".

Le dichiarazioni del mister lasciano trasparire come sulla sua esperienza barese si stia per mettere la parola fine. E' così? "Non è detto che tra qualche mese non potremmo rivederci nuovamente a parlare della Bari (ride, ndr). La mia situazione non è cambiata. Al momento nessuno è venuto a dirmi nulla. Fino a quando non parlo con qualcuno non cambia niente".

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 17 maggio 2013 alle 15:00
Autore: Francesco Serrone
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