Vincenzo Torrente ha sintetizzato così i suoi due anni in sella al galletto: "Sono passato dall’indifferenza generale alla stima della maggior parte della gente. La mia più grande vittoria. Non è facile conquistare Bari, con un carattere mite come il mio". 

Un biennio importante, per la squadra ma soprattutto per il tecnico campano, che da questa esperienza (non priva di ostacoli e difficiltà) ha saputo trarre insegnamenti importanti, che lo hanno formato e, probabilmente, lanciato verso una carriera illuminata: "Bari è stata una palestra di vita. Mi ha fatto maturare, sono cresciuto in una piazza importante. E insieme a me, è cresciuta la squadra più giovane della B".

Lo abbiamo sottolineato di recente: con le dovute proporzioni, il lavoro di mister Torrente è da considerarsi in un certo senso superiore a quello dei suoi due predecessori, vale a dire Giampiero Ventura e Antonio Conte: "Un confronto stimolante. Per
questo mi sento ancor più gratificato. I miei predecessori hanno fatto bene, supportati da cospicue risorse finanziarie. Noi abbiamo ottenuto risultati importanti ed offerto un calcio divertente con i ragazzi, pescati da Guido Angelozzi, che avevano fame".

Il ricordo più bello? Il pirotecnico pareggio con il Sassuolo dello scorso dicembre e l'incredile rimonta contro il Lanciano... "Lo spettacolare 3-3 con il Sassuolo, e l’incredibile rimonta con il Lanciano e l’ultima in casa con il Cesena. Il grande affetto dei tifosi mi ha commosso. Il Bari -prosegue - è una splendida incompiuta. Subito dopo Napoli, al top nel sud Italia ci sono Bari e Palermo. Qui si può fare calcio importante, con continuità. Manca la programmazione, perciò non esplode".

Parole al miele per alcuni singoli... "Ciccio Caputo mi piace molto. All’inizio lo facevo giocare in un ruolo che non sentiva suo. Nell’ultimo anno e mezzo è migliorato tantissimo e ha fatto tanti gol. Lamanna? Lo vorrei ancora con me, e Defendi nel vivo del gioco è rinato, un altro calciatore".

Ma c'è anche chi, in questi mesi, lo ha deluso profondamente... "Borghese è stata la più cocente delusione. Non come calciatore, ma come uomo. Per le chiacchiere che ha seminato in città. E pensare che sono stato io a volerlo qui".

In chiusura, inevitabile una battuta sul suo possibile addio al capoluogo pugliese: "Se dovessi andar via da Bari? Vorrei tornarci, un giorno".

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 23 maggio 2013 alle 08:15
Autore: Redazione TuttoBari / Twitter: @TuttoBariCalcio
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