Certi treni non ritornano più. E' stato ieri lo stesso ds del Bari, Guido Angelozzi, a svelare l'entità della mancata vendita di Bellomo, a gennaio, per una cifra vicina ai due milioni e mezzo di euro. Intoppi non precisati (dalla parte dell'acquirente, ndr) hanno poi fermato l'operazione, facendo di fatto saltare, all'ultimo, una trattativa che avrebbe accontentato un po' tutti. Dalla società biancorossa, soddisfatta e predisposta a cedere, al calciatore, entrato, immediatamente dopo, in un vicolo cieco che lo ha visto nel girone di ritorno solo lontano parente del talento ammirato nella prima metà di stagione.

Chiuse così pressoché definitivamente le chance di Inter, e persa l'opportunità di Europeo con l'Under 21, Bellomo attende il verdetto della comproprietà che lo vedrà coinvolto in giugno. Bari e Chievo si siederanno presto ad un tavolo, conscie delle differenze di vedute maturate in questi mesi. La società clivense infatti, desiderosa di ottenere l'intero cartellino del 10 biancorosso, ha palesato insofferenza di fronte alle richieste del Bari, ritenute ancora troppo alte. Il Bari, che sarà rappresentato nell'operazione ancora da Angelozzi (il cui mandato scadrà il 30 giugno, ndr), non ha alcuna intenzione di abdicare. Bellomo insomma, rischia di essere al centro di un braccio di ferro, anche se improbabile, ad oggi, sembra essere la prospettiva di un ricorso alle buste. Un cambio societario, però, potrebbe rimescolare le carte, ancora una volta.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 24 maggio 2013 alle 09:25
Autore: Davide Giangaspero / Twitter: @giangadvd
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