Sbattendo i pugni, e pure le porte. Così, l'altro ieri, Guido Angelozzi ha salutato tutti, ufficializzando di fatto il suo addio al Bari. Il suo contratto scade il prossimo 30 giugno, poi sarà addio, con il diesse catanese che lascerà il club biancorosso dopo tre anni di onorata militanza. 

Qui si spacca la piazza. Angelozzi è stato, o meno, un buon direttore sportivo? Ognuno ha un suo pensiero, ma buon senso consiglia che, simpatie a parte, si debba riconoscere la bontà del suo operato. Ha fatto un certo effetto vederlo così incazzato (scusate la parola, ma è per rendere meglio l'idea del suo stato d'animo) nella sua ultima conferenza stampa da dirigente del Bari. I suoi colpi hanno colpito tutti, stampa compresa. Siamo solidali con il diesse, coprendiamo la sua frustrazione. Non è stato di certo facile vivere un triennio intero pieno di critiche che, spesso, lo hanno visto vittima e bersaglio. Eccessivamente, perchè il suo lavoro in riva all'Adriatico (sponda biancorossa) è stato assolutamente efficace, soprattutto nell'ultimo biennio: senza denari, è riuscito a ricostruire per due volte il Bari. E' francamente difficile comprendere la così tanta ostilità nei suoi confronti. Adesso lascia, e meriterebbe applausi. 

Dopo il quasi addio di Torrente (dato per partente ma ancora in attesa di richieste concrete, o così dice) e dopo quello praticamente ufficializzato dal diesse Angelozzi, l'unico superstite sembrerebbe Claudio Garzelli, direttore generale del club e in forza alla società biancorossa dall'estate 2010. Anche il suo contratto scade il prossimo 30 giugno, e di rinnovo nemmeno l'ombra. Probabilmente il suo lavoro a Bari si chiude qui. Il diggì livornese, come il collega siciliano ma in altre faccende, ha svolto un lavoro di assoluto riguardo, riuscendo a gestire non senza fatiche l'emorragia finanziaria che ha attanagliato, e che attanaglia tutt'ora, il bilancio della società biancorossa. Un ragioniere vecchia scuola, tutto conti e scartoffie, che ha saputo far quadrare parzialmente i conti pur partendo sempre dal segno meno. E un ragione vero sa quant'è difficile fare imprese del genere. Professionista serio, lascierebbe dopo tre anni. Non c'è ancora l'ufficialità, ma la sensazione è che questa possa arrivare subito dopo la chiusura, si spera imminente, della trattativa per la cessione della società. In giro sembra esserci cauto ottimismo sul buon esito dell'operazione, e le partenze, pezzo dopo pezzo, delle persone su citate lasciano pensare che, a breve e per necessità di cose, il Bari avrà un nuovo apparato societario, oltre che sportivo. Non ci resta che attendere...

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 25 maggio 2013 alle 00:00
Autore: Andrea Dipalo
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