Un film di Oren Peli. Con Katie Featherston, Micah Sloat, Mark Fredrichs, Amber Armstrong, Ashley Palmer

Un horror realistico ambientato tra le mura domestiche
Prodotto, diretto e sceneggiato da Oren Peli con un budget di appena 15.000 dollari, il film è diventato un vero e proprio caso cinematografico negli Usa dove, in meno di un mese, ha sbancato i botteghini e conquistato il primo posto al box office con un incasso di oltre 64 milioni di dollari. Un successo che ha sorpreso i più critici.
Il film ha per protagonisti una coppia di giovani convinti che la propria abitazione sia infestata da un'entità demoniaca: i due decidono di installare una telecamera e filmare quanto avviene nella loro camera da letto mentre stanno dormendo. Il film è il racconto, agghiacciante, di quello che accade nella loro stanza di notte: novanta minuti di puro terrore, ansia, anche per i più duri.
Per “Paranormal Activity” il regista si è ispirato a un evento di cui è stato personalmente protagonista quando si è trasferito con la moglie in una nuova casa a San Diego. Per rendere realistico l’avvenimento è bastato poco: una sola settimana di riprese, una telecamera ad alta definizione, la propria casa a fare da location, una troupe costituita da se stesso, la moglie, il suo migliore amico e una truccatrice. Un film che voleva suscitare solo scalpore ma senza pretese, destinato alla sola uscita home-video, il film è stato presentato allo Screamfest Horror Film Festival di Los Angeles. Da lì è partita la sua ascesa verso il successo ed il boom nei botteghini. Vedremo se ci riuscirà anche in Italia…
Alcuni hanno raccontato di uno Steven Spielberg così spaventato dalla prima visione del film che ha dovuto interrompere per poi continuare, più calmo il giorno dopo, forse era un sosia o solo una leggenda metropolitana. E così via, passando attraverso i luoghi comuni del paragone con The Blair Witch Praject-Il mistero della strega di Blair, fino all'insofferenza che vede molti critici scettici quando sentono parlare di un film tratto una “storia vera”. I più fantasiosi hanno anche detto che ci sia lo zampino di Dario Argento, quanto alla suspance continua ed al ritmo diabolico ed incessante che fa pensare alla famosa colonna sonora di “Suspiria”. Nel film sicuramente tre scene sono ben riuscite che potrete sperimentare con i vostri occhi…

Chi sono i protagonisti del film?

Chi sono Katie e Micah?Che storia ha il demone che perseguita da tempo la sfortunata ragazza? Il film è romanzato o completamente tratto da una storia vera, senza discostarsi di nulla? Niente, si arriverà alla visione del film carichi pronti per farsela sotto o eventualmente addormentarsi salvo svegliarsi in qualche fase più concitata, pensando che sia il miglior horror degli ultimi anni …
Katie Featherston è a prima vista insopportabile, quasi con una faccia da schiaffi, mentre Micah Sloath riesce appena meglio ad incarnare quel compagno di banco insipido lento a capire, con l’aria da sbruffone. I personaggi potremmo definirli due figure prive di qualsiasi tipo di appeal e la loro imperturbabile testardaggine nell’adottare soluzioni disastrose porta alla conclusione che, nel finale, si siano meritati quel che è loro accaduto. Ovviamente usiamo del sarcasmo, però, c’è un filo di verità nelle riflessioni, se dovessimo accettare che tale storia fosse stata realmente stata vissuta.
Ambientare per ventuno notti una trama che si basa su racconti paranormali in una “normale casa americana”, attorniata da altre case e inserita in un tessuto urbano, scatena intoppi nello sviluppo della sceneggiatura, con lo spettatore che portato ad interrogarsi perché nessuno intervenga mai (famigliari, vicini, amici, polizia) e perché i due fin dall’inizio si affidino univocamente a una spiegazione/soluzione di tipo soprannaturale quando la catena degli eventi, normalmente prevede prima qualsiasi altro tipo di spiegazione. Forse quanti vedranno il film potranno avere delle risposte più chiare, ma resterà sempre qualcosa di soggettivo, pronto ad essere discusso e rigettato.

Un Big Brother d’horror?

Inoltre si crea l'impressione di osservare attraverso una videocamera le vicende di una “coppia qualunque” che discute su chi deve portar fuori la spazzatura, cosa preparare per cena e dove andare nel prossimo week end, tutto ciò che ricondurrebbe ad un reality show spazzatura, infestato di elementi demoniaci per accattivarsi la curiosità dello spettatore che ama sempre più certe visioni. Tornando al paragone fatto in precedenza al film, The Blair Witch Praject-Il mistero della strega di Blair, bisogna ammettere che è più terrorizzante e scenico ritrovarsi perduti in un bosco isolato, al freddo e senza cibo, con una strega che interviene in modo molto pesante sia fisicamente e sia psichicamente, anziché ritrovarsi come nel caso dei protagonisti del film in una casa con una telecamera che riprende tutto per una ventina di giorni, in cui sono liberi di andare e venire dove si vuole, di consultare autorità e specialisti di ogni tipo, con tutti i comfort di casa ed un vicinato al quale si potrebbe chiedere aiuto, ma non viene fatto. Sebbene tutto ciò, il nostro resta un giudizio, suscettibile di critiche, non vuole essere assolutamente vangelo. Un consiglio spassionato però lo facciamo ai più adulti ed amanti dell’horror, Paranormal Activity: è un film consigliabile per i quattordicenni affetti da acne, per le coppiette innamorate che vogliono tenersi per mano anche nei momenti difficili, e per chi non ha mai perso un’edizione del Grande Fratello, allora in quel caso, il film sarà avvincente, da farvi mancare il respiro, da farvi cag... sotto e far portare i pannolini alle proprie fidanzate o compagne! Buona visione.

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Sezione: Bari & Dintorni / Data: Mar 26 gennaio 2010 alle 00:02
Autore: Marco Iusco
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