Il Bari è tornato dalla trasferta dell’Olimpico con una vittoria, per molti aspetti, fondamentale in questa stagione.Innanzi tutto, i tre punti conquistati con merito contro la Lazio, sono serviti per assestare il colpo di pedale definitivoverso il traguardo-salvezza, raggiunto con ben due mesi di anticipo sulla fine del campionato. In secondo luogo, ilsuccesso di domenica, unitamente a quello di sette giorni prima al San Nicola contro il Chievo, ha di fatto raddrizzatola medi-punti dei galletti dell’ultimo mese e mezzo (sei punti in altrettante partite, media di un punto a gara), dopo ilfilotto di quattro sconfitte consecutive di febbraio. Ultimo, ma non meno importante, si è finalmente interrotta lalunga sequela di sconfitte fuori casa, che durava dal 24 gennaio scorso, quando i biancorossi furono battuti per 2 a 1a Bologna: 40 giorni di astinenza fuori dalle mura amiche conditi da sconfitte inappellabili; 40 giorni nei quali i ragazzidi Ventura sembravano aver perso buona parte della sicurezza e della sfrontatezza mostrata per tutto il girone diandata.Adesso, a salvezza acquisita, c’è tutto il tempo per gustare un campionato tutto nuovo. Un campionato in cui iprotagonisti di una stagione da incorniciare, potrebbero provare a costruire un piccolo miracolo, o se vogliamo, ascrivere una pagina importante della storia del Bari, per dirla alla Ventura. Sarà interessante vedere quante energiefisiche e nervose sono rimaste a Gillet e soci, dopo una stagione giocata fino ad oggi a 1000 all’ora. E, soprattutto, sein questa fase prevarrà un senso di appagamento per l’ottimo risultato fin qui conseguito, oppure se i nostri eroiavranno ancora “fame” di risultati. Ventura avrà il suo bel da fare, per schermare la sua truppa dalle sirene dimercato che impazzano per alcuni dei suoi ragazzi (Bonucci su tutti, per il quale è notizia recente l’interessamentodel Bayern di Monaco) e infondere in loro le giuste motivazioni per spingerli a cogliere un risultato inimmaginabile.Del resto, questo gruppo ha dimostrato che volere è potere. Sono ancora vivi, nei nostri ricordi, i fotogrammi dellesplendide prestazioni di questa stagione (le due gare del Meazza, quelle del Ferraris e le gare interne contro Juve edInter, su tutte). E allora, perché non provarci? Il calendario offre un’opportunità, sarebbe un madornale erroreignorarla. E’ pur vero che, i prossimi impegni casalinghi, sono tutt’altro che semplici; ma dopo tutto, in Serie A nonesistono partite facili. Dunque, proviamo a sognare come non lo abbiamo mai fatto prima: proviamo a battere ilParma di Guidolin e dell’ex leccese Bojinov e la Samp del figliol prodigo Cassano; proviamo ad affossare il Livorno diLucarelli e Cosmi; e presentiamoci da protagonisti alla sfida del San Nicola di sabato santo, contro una Roma chepotrebbe aver deposto gli ultimi sogni-scudetto; e via così, fino alla gara interna contro la Fiorentina dell’ultima dicampionato.Dieci giornate da bere tutte di un fiato, dieci battaglie nelle quali vorremmo vedere i nostri lottare col cuore ecadere, se gli eventi lo vorranno, con l’onore delle armi. Tenendo sempre presente, che il risultato fin qui raggiunto èenorme: non va dimenticato che bookmakers e buona parte della stampa specializzata, ad inizio stagione,pronosticavano una inevitabile retrocessione per questo gruppo, che invece strada facendo ha dimostrato qualità,tecniche ed umane, applicazione e senso del lavoro davvero fuori dal comune.

Mauro Solazzo

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Sezione: La Lettera del Tifoso / Data: Mer 17 marzo 2010 alle 10:00
Autore: Andrea Dipalo
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