Bari e Perinetti, un sodalizio che sembrava indissolubile sino a qualche tempo fa. Com’è finita, com’è andata, invece, lo sappiamo tutti. Uno dei ds più alla moda della nostra serie A, ha detto addio, e lo ha fatto ancor prima del triplice fischio di una stagione esaltante per il popolo biancorosso. La notizia era nell’aria da tempo, si attendeva solo l’ufficialità, la verità che tutti aspettavano e che, in un certo senso, ha alleggerito i cuori dei supporter baresi, ansiosi ed angosciati per settimane in attesa del verdetto. Un addio che è sembravo subito inevitabile, di cui le responsabilità, se così si possono definire, siano tutte della società Matarrese. Ma sarà stata davvero la volontà di via Torrebella a far convolare a nozze il buon Perinetti e il presidente del Siena Mezzaroma? Così sembrerebbe, ma così potrebbe anche non essere. Andiamo per gradi.
Partiamo dal detto cinese con la quale, in esclusiva ai nostri microfoni, il ds ex Palermo e Juventus, ha voluto sintetizzare i motivi della sua fuga da Bari: “L’unica soluzione è la soluzione più giusta”. Questa sua affermazione non lascia spazio alla fantasia: don Perry è andato via perché costretto, perché altra soluzione appunto non c’era. In una frase, quindi, racchiuso tutto il movente di questo divorzio. Un movente che sembra dire, o meglio dare, tutta la colpa a Vincenzo Matarrese e alla sua poca, pochissima voglia d’investire, continuare un progetto. Bene, passiamo adesso, invece, alle dichiarazioni di mister Ventura, che si è fatto carico anche di parlare per conto di una società ancora una volta assente e dal silenzio roboante. L’allenatore biancorosso, tra le altre cose, ha affermato due cose importanti, che divergano da quello che ha voluto far credere Perinetti. Prima: “Ho sentito la società e sono stato assicurato sul fatto che il progetto va vanti, anche senza Perinetti. Puntiamo forte su questo gruppo, e ci saranno i già concordati colpi di mercato”. Da questa testimonianza, da questa sua affermazione, si evince chiaramente che non è cambiato nulla e che quindi il progetto Bari continuerà a crescere. Già questo lascia presagire qualcosa, anche se è un’altra dichiarazione di Giampiero che fa capire, probabilmente, la verità: “Sono dispiaciuto dell’addio del ds, ma capisco le sue volontà. Ci ha detto che ha bisogno di cambiare per trovare nuove e stimolanti motivazioni per la sua carriera”. Emblematiche queste parole, vero? Ventura dice, senza mezzi termine, che Perinetti sia andato via no perché stanco dei Matarrese o a disagio con gli stessi, ma perché bisognoso di nuovi stimoli e di nuove motivazioni per la sua carriera da direttore sportivo. Questo mi lascia decisamente perplesso. A sentir il direttore ero sicuro che fosse responsabilità esclusiva della società il suo addio. Probabilmente non è così e, plausibilmente, la verità, come spesso succede, sta nel mezzo. Perinetti, svuotato oramai dai tanti successi ottenuti in terra pugliese, ha voluto intraprendere altre strade. Dal canto suo, il presidente Matarrese, non ha voluto trattenere un dirigente oramai privo di grosse motivazioni, nonostante, in tempi non sospetti, aveva affermato, in merito al primo corteggiamento di Mezzaroma a Perinetti in quel di gennaio, testuali parola: "Proibisco a chiunque di attentare a quanto di buono stiamo facendo. Nessuno deve osare strumentalizzare le dichiarazioni di Perinetti né, tanto meno, può venirmelo a chiedere. Giorgio ha con noi un contratto ma, più ancora, tra noi c’è un patto d’onore. Vorrei solo ricordare che il Perinetti di oggi non è certo quello che è venuto tre anni fa. Il Siena? A suo tempo, Moratti mi propose di liberare Regalia e gli risposi a tono. Perciò, Mezzaroma non deve nemmeno permettersi di intavolare una proposta al riguardo".
Questi alcuni degl'atti dello sceneggiato Perinetti. Lui aveva cercato anche di autoricaricare le sue voglie, le sue ambizioni, proponendo a “Genzino” nuovi progetti da coltivare, come quello del settore giovanile che, a detta dell’omone romano, avrebbe bisogno di interventi decisi per poter fruttare, per poter diventare serbatoio importante per la prima squadra. “Genzino”, probabilmente, ha fatto orecchie da mercante, sperando che magari Perinetti, per questo, non si offendesse e non se ne andasse. Certo è che Perinetti è andato via. Lui dice per colpa di altri, Ventura, quindi la società, dice per mancanza di stimoli e voglia d’avventura. Di chi fidarsi? Di nessuno. Le verità stanno sempre nel mezzo, e basterà poco per capire chi, dei protagonisti, stia mentendo. A breve infatti l’apertura dei lavori per la stagione agonistica 2010/2011. Il mercato estivo è alle porte, e ancor più vicina è la data ultima per risolvere le tante comproprietà in essere. Già da qui si capirà se ha avuto ragione Ventura o meno, perché se il progetto deve andare avanti, se lo zoccolo duro deve rimanere tale, non si potrà prescindere dal contributo di gente come Barreto, Almiron, Meggiorini e Salvatore Masiello, protagonisti di questa stagione felice per l'imbarcazione biancorossa. Poi, i prossimi Bonucci e Ranocchia, il nuovo centravanti e la tanto attesa ala sinistra, per dar continuità al progetto di mister Ventura. Un progetto a cui, invece, Perinetti ha chiaramente dimostrato di non credere. Chi la spunterà? Chi avrà l’onore di aver detto, seppur in parte, la verità? Lo scopriremo solo vivendo, anche se, a prescindere da tutto e da tutti, al direttore sportivo Perinetti voglio comunque volgere i nostri più sinceri ringraziamenti per quanto consumato in terra barese e un grosso e grasso in bocca al lupo per il proseguo della sua già brillante carriera di direttore sportivo.
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