Nello scorso appuntamento di Bari&Dintorni ci siamo occupati di Andria. Oggi invece andiamo a riscoprire le radici storiche della meravigliosa città di Trani
Trani è costituita da 53.883 anime, capoluogo insieme a Barletta e Andria della provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia. Come Barletta ed Andria, sino al 2004 la città faceva parte della provincia di Bari.
È nota città d'arte per le bellezze artistiche ed architettoniche che richiamano ad un glorioso passato. Già sede della Corte d'Appello delle Puglie, continua ad essere un importante polo giudiziario con giurisdizione su undici comuni.
Per quanto riguarda l'etimo, la tradizione vuole che questo nome sia legato all'eroe della mitologia greca Diomede, il cui figlio Tirreno avrebbe fondato la città, da cui il nome Tirenum o Turenum, che però non è attestato prima del IV secolo. Le ipotesi più accreditate sono due: una ritiene che Trani possa essere la forma ridotta di Traiano, mentre un'altra ritiene più probabile la derivazione dal termine medievale trana (o traina) che indicava un'insenatura adatta alla pesca. Nei documenti del XIII secolo il nome più diffuso per indicare questa città è Trano
Le origini della città si perdono nella notte dei tempi. Sulla base di ritrovamenti archeologici è possibile che la città abbia origini preistoriche, anche se tracce più concrete risalgono solo ad epoche successive, come quella antica dei Romani.
Trani viene infatti indicata sotto il nome di Turenum nella Tavola Peutingeriana, la copia medievale di un vecchio stradario dell’antica Roma.
Le tracce della presenza di questa città si fanno ancor più concrete a partire dal IX secolo d. C.
Dopo la caduta dell’Impero Romano iniziò in Puglia il periodo bizantino, caratterizzato da una pausa di dominazione longobarda e dalle minacce continue provenienti dal mare ad opera dei Saraceni. Fu comunque il Medioevo il periodo d’oro della città. Per cominciare, qui fu trasferita la sede vescovile, fino ad allora situata a Canosa, la quale era stata appena distrutta dai Saraceni nell'813. Già durante il periodo di appartenenza all’Impero Bizantino la città godeva di un certo grado di prestigio ed autonomia come punto di incontro tra Oriente ed Occidente. Di grande importanza era ad esempio il suo porto, punto di partenza e di ritorno di diverse crociate. Fu in questo periodo corrispondente alla prima crociata, precisamente nel 1099 che nella città si iniziarono i lavori per la costruzione della cattedrale in onore del santo patrono San Nicola pellegrino, un giovane greco in viaggio verso Roma che morì a Trani dopo diversi giorni di malattia e canonizzato subito dopo a furor di popolo.
Nel 1063 furono stilati per ordine di Pietro di Trani, conte della città a quel tempo, gli Ordinamenta Maris, che sono tuttora considerati tra i più antichi codici marinari. Sono racchiuse in questo codice tutte le norme che regolavano la navigazione, dal trattamento economico dei marinai, ai ritrovamenti in mare, una sorta di contratto sindacale, esso è alla base del diritto marittimo italiano e denota il grande sviluppo e la maturità economica raggiunta dalla città in quel periodo. Alcune famiglie originarie delle Repubbliche Marinare arrivarono a stabilirsi in città, che diventava centro noto a livello internazionale. D’altro canto l’importanza di Trani è riscontrabile dalla presenza di un console veneziano sin dal XII sec. e da quelli di altri consolati come Inghilterra, Olanda, e diversi paesi al nord delle Alpi, le cui sedi erano situate (come ancor oggi si può notare), nei caseggiati di fronte alla Cattedrale.
Trani appartenne all’impero bizantino fino al XII secolo quando cadde sotto la dominazione normanna e successivamente al regno di Federico II di Svevia. In questo periodo storico l’imperatore Federico II fortificò la città con la costruzione del castello nell’anno 1233. Fu senz’altro questa la fase di massimo splendore. In virtù della sua importanza strategica, la città godeva di privilegi amministrativi concessigli da Federico II. Il castello e la città divennero dimore preferite da Manfredi figlio prediletto dell’imperatore, in questo castello infatti il 2 giugno 1259 prese in sposa Elena Ducas (1242 - Lucera, 1271) figlia del despota d'Epiro Michele II. La città era oramai diventata uno dei maggiori porti dell’Adriatico. Contribuiva alla prosperità tranese l'insediamento ebraico, che animava i commerci e gli studi, e che in questo periodo era il maggiore dell’Italia meridionale; testimonianza di quel periodo sono le quattro sinagoghe. Due sono quelle conservatesi: la sinagoga 'Grande' - poi chiesa di S.Anna - e la sinagoga di Scola Nova (nella foto). Oltre alla ricca e fiorente colonia ebraica, vi si stanziarono anche i mercanti fiorentini, che affermarono che Trani era il più prosperoso porto dell’Adriatico dopo Venezia.
La città attraversò un periodo di crisi (XV secolo-XVI secolo) sotto la dominazione degli Angioini e poi degli Aragonesi, aggravato dalla conseguente cacciata degli Ebrei, che da sempre avevano costituito un potente fulcro economico nella sua società, tanto è vero che ci è stato tramandato dal Medioevo un detto significativo attribuito a Federico II, che dice Fugite Tranenses, ex sanguine Judae discendentes che tradotto significa “fuggite i tranesi poiché il loro sangue discende dagli ebrei”. Tuttavia la città quasi contemporaneamente, iniziò ad investire un ruolo prestigioso nel campo giuridico. A tal proposito è da sottolineare l'importanza della Sacra Regia Udienza, evento che diede vita a nuove prospettive di sviluppo economico e sociale della città, la quale da centro marinaro e commerciale diventa centro principale, amministrativo e culturale della terra di Bari. Fu nel 1586 che la Sacra Regia Udienza fu ufficialmente insediata nel Castello Svevo. Da allora Trani divenne la residenza di molti nomi illustri, avvocati, funzionari e magistrati, i quali vi si stabilirono portando con sè anche le loro famiglie dalle quali conosceremo i Festa, i Manfredi, i Beltrani. Tali famiglie arricchirono la città di tesori d'arte, preziose biblioteche e sontuosi palazzi. La città visse un periodo di grande fioritura culturale grazie alla sua funzione politica.
Ritrovò parte del suo splendore durante la dominazione dei Borbone. Trani ebbe lo stato di capoluogo fino all'era napoleonica, questo le venne tolto da Gioacchino Murat in favore di Bari (1808). Era infatti stata capoluogo della terra di Bari fin dal 1586.
Nel 1799 alcune famiglie fedeli alla famiglia borbonica e legati soprattutto alla marineria tranese, furono trucidate in massa dalle truppe francesi della rivoluzione, venute a Trani in nome dei nuovi ideali. Tra queste, si ritrovavano in particolare le famiglie di Lernia, Bianchi, de Feo, Bassi, Palumbo e Moscatelli.
Dopo questo massacro della popolazione la cittadina passò alla Repubblica Napoletana. Dal 1815 al 1860 la città fu impegnata nella ripresa del suo primato giudiziario. Fino al 1923 Trani mantenne comunque, il suo primato di grande centro culturale e politico. È stata sede di tribunali civili e criminali con giurisdizione su tutta la provincia e, dal 1861 al 1923, della Corte d'Appello dell'intera regione pugliese.
Trani è oggi un comune membro dell'organizzazione internazionale Cittàslow, fondata in Italia in favore di un rallentamento delle frenetiche dinamiche moderne e per una migliore qualità della vita.
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