Continua il nostro viaggio estivo per le città, i paesi ed i borghi della nostra bella provincia.

Oggi è la volta di Corato.

La città conta 47.445 anime. Le sue origini sono davvero antichissime.

I suoi inizi si collocano nel III secolo a.C., durante il periodo repubblicano di Roma, quando Scipione l'Africano premia i soldati dauni e peuceti per la distruzione di Cartagine concedendo loro diversi territori degli Apuli: fra questi, un certo Caius Oratus avrebbe dato il nome al successivo abitato. Il nome nei secoli oscilla fra Coratus, Coratum, Curati (in epoca Normanno-Sveva), Quarata e Quadrata (in epoca Spagnola e ducale; si ricordi il breve ducato di Bisceglie di cui Corato ne fu parte), finché in epoca Borbonica la cittadina assume il nome ufficiale di Corato. Anticamente la città era percorsa da un tratto interno della via Traiana: l'abitato romano sarebbe confermato dall'originale pianta quadrata (da cui uno dei probabili nomi) della città.
Agli inizi del VII secolo è una modesta cittadina longobarda, attaccata da numerosi pirati: a questo proposito vengono edificate quattro torri difensive e numerose vie sotterranee. In età bizantina (IX secolo) mantiene una forma molto simile, invariata fino alla giunta di Pietro il Normanno nel 1046, che unifica le torri già esistente con delle possenti mura ed altre venticinque grandi torri, il tutto contenendo un ampio castello (Palazzo Gioia) e conferendo all'abitato il titolo di città. Lo sviluppo continua, confermato anche dal geografo arabo El Edrisi, che ne descrive alcune specialità nel 1155:

La città rimane fedele a Corradino di Svevia anche dopo la morte di Federico II nel 1250, e alla conquista di Carlo I d'Angiò ottiene il motto di "cor sine labe doli" (in lingua latina "cuore senza la macchia del tradimento"), riportato ancora oggi nello stemma civico.
Gli Spagnoli e i Borbone nel XVI secolo dominano Corato e la zona circostante, fino ad un modesto tentativo d'insurrezione ad opera del cittadino Federico Quinto nel 1799. Infeudata pochi anni dopo alla famiglia Carafa duchi di Andria e conti di Ruvo, nel 1503 la città è protagonista della disfida di Barletta, infatti il combattimento ebbe luogo in territorio coratino sulla via per Andria. Un grande fervore economico ed edilizio coinvolge la città a partire dalla salita di Gioacchino Murat in poi, fino a proseguire con l'unità d'Italia.
Il 5 febbraio 2006 con oltre il 70% dei votanti al referendum consultivo fra i cittadini coratini ha respinto l'ingresso nell'istituenda provincia di Barletta-Andria-Trani. L'affluenza è stata di circa il 40%, e nonostante il non raggiungimento del quorum, la decisione è stata confermata dal consiglio comunale.

Durante tutto l’anno in città vi sono eventi con notevole seguito.
A febbraio si celebra il Carnevale Coratino, con una grande sfilata di gruppi mascherati e carri allegorici, mentre in occasione della Pasqua si svolge una solenne processione, con la rappresentazione dei misteri della locale parrocchia di San Giuseppe; il Sabato Santo è solita la Processione della Pietà dal vicino santuario di Santa Maria della Greca, antica protettrice della città. A maggio, durante la Fiera di San Cataldo, si celebra una sfilata di carrozze e attacchi d'epoca.
A maggio si tiene il concorso internazionale di musica "Euterpe" e la rassegna di teatro studentesco "Città del Dolmen". Il Festival delle Murge è organizzato durante il mese di giugno, mentre il concorso locale di musica leggera, la Nota d'Oro, avviene a luglio. Importanti sono le celebrazioni di agosto per la festa del patrono locale, San Cataldo, che secondo la tradizione, nel 1483 salvò il paese da una grave pestilenza: varie processioni accompagnano le celebrazioni, con un concorso di pittura per giovani artisti meridionali. Per Ferragosto è usuale il concorso della Barca di Santa Maria, una caratteristica esposizione di barche in carta velina. In novembre si tiene la manifestazione detta "Coraton", maratona di artisti locali. Infine, il 12 dicembre, avviene la joajo di Santa Lucia, con un grande falò ed alcune degustazioni di dolci tipici.
Gli ultimi nove giorni di agosto, ogni anno, si celebra, nella Chiesa della Risurrezione di Gesù Cristo, detta dei Cappuccini, la novena in onore della Beata Vergine Maria, venerata sotto il titolo di Madonna del Pozzo. A conclusione della novena, l'ultimo lunedì del mese di agosto, si svolge una partecipatissima processione, che si snoda lungo il corso cittadino.
Molto caratteristiche sono le sagre del paese, fra le quali si ricordano quella del calzone di cipolla ad aprile, della ciliegia a giugno, della bruschetta e della castagna a novembre. Di sabato si tiene il mercato settimanale. Presente nel territorio anche la manifestazione del Santo Patrono San Cataldo, che si svolge nel mese di Agosto.
Il 18 maggio 2010, Corato ha ospitato la 18esima tappa del Giro d'Italia. Nel percorso Avellino-Bitonto, la carovana rosa ha attraversato Corato nei restanti 50 km da percorrere.

L’economia si basa prevalentemente sull’agricoltura anche se non sono molti i terreni fertili essendo questi ultimi estesi per lo più verso la murgia, più fredda e meno favorita. Negli ultimi anni, vi è stato anche un impulso verso il settore artigianale, della piccola industria e del terziario avanzato. La particolare tradizione agricola ha permesso la creazione di un grosso polo agro-alimentare che estrinseca le sue attività produttive preminenti in diversi settori: quello lattiero-caseario con una grossa realtà cooperativistica (Caseificio Pugliese) che produce latte ed una vasta gamma di prodotti caseari, e la presenza di numerosi laboratori a conduzione familiare; quello oleicolo: è a tutti noto, infatti, che Corato è la patria dell’olio extra vergine ottenuto dalla molitura della Coratina, “Cultivar Coratina o racioppa di Corato”; quello vinicolo: questo comparto usufruisce della presenza di circa 2.000 ettari di vigneti per la produzione di uva da tavola (rappresentata dalle varietà uva baresana, regina bianca, italia primus e cardinale) e di uva da vino (rappresentata dalle varietà: moscato bianco, sangiovese, Nero di Uva di Troia, pampanuto, bombino nero, montepulciano); settore alimentare: con le grosse industrie molitorie (tra le altre Molino Casillo, uno dei principali players a livello mondiale) e di lavorazione della pasta (Granoro e Riscossa) e i tarallifici (La Spiga e Fiore di Puglia) che assicurano una elevata produzione di prodotti conosciuti sull’intero territorio nazionale ed estero.

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Sezione: Bari & Dintorni / Data: Mar 10 agosto 2010 alle 15:30
Autore: Donatello Cito
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