L’appuntamento di oggi con Bari &Dintorni intende dare spazio ad una cittadina molto conosciuta e molto apprezzata dai turisti, Castellana Grotte.

La cittadina conta 19.147 anime. È conosciuta principalmente per il complesso carsico delle grotte di Castellana, tra i più vasti e suggestivi d’Italia. Le grotte di Castellana costituiscono il più grande complesso carsico italiano mai esplorato dall'uomo. La visita si snoda lungo uno scenario affascinante per circa 1 km. L'itinerario più lungo, richiede due ore e si sviluppa per 3 km, tra caverne e voragini dai nomi mitologici o fantastici. Dalla Grave alla Grotta Nera, dopo aver superato il Cavernone della Civetta, attraversato il Corridoio del Serpente, la Caverna del Precipizio ed il Piccolo Paradiso, si raggiunge la Grotta Bianca, definita la più bella grotta del mondo, luminosa e splendente. Il complesso carsico prosegue ben oltre il tratto aperto al pubblico ed esplorato, ed accoglie una concentrazione di opere d'arte frutto del lento defluire dell'acqua nelle profondità della terra, stalattiti e stalagmiti dai mille colori, fluorescenze d'alabastro, laghetti sotterranei, un mondo che solo la fervida immaginazione della natura poteva creare e rendere accessibile, con l'ausilio di esperte guide speleologiche, per quanti vogliano provare l'emozione del mistero e dell'avventura. Castellana nasce nell'alto Medioevo grazie alla colonizzazione operata dal Monastero di San Benedetto di Conversano, ed è citata per la prima volta in documenti del secolo X, precisamente in una pergamena del 901 nel fondo di documenti di san Benedetto di Conversano, confluiti nell'Archivio Diocesano ed editi da Domenico Morea a fine Ottocento presso i Benedettini di Montecassino. La pergamena si riferisce all'atto di vendita di Ermenefrido, figlio di Ermuzio, e sua moglie Trasisperga a favore di Ianniperto. Il documento parla di un Castellano Vetere e di un Castellano Novo. Nel 1098 il Conte Goffredo di Conversano, di origini normanne, dona a San Benedetto tutto il territorio e consente all'abate di radunarvi gente per popolarlo.

La sua fondazione ufficiale viene fatta risalire al 1171, anno in cui l'Abate Eustasio dona la chiesa di San Leone Magno e le terre circostanti, con buone condizioni di vassallaggio, a due otrantini, Nicola e Costa, al fine di ripopolare l'agglomerato di case esistenti, molte delle quali andate distrutte nel corso delle contese tra Ruggero II di Sicilia e i Normanni.

Il borgo ricostruito ben presto si costituisce in Università (ovvero in municipio). Durante la dominazione sveva il monastero di san Benedetto viene abbandonato, e nel 1226 Papa Clemente IV concede il convento di Conversano a un gruppo di monache circestensi fuggite dalla Morea, regione della Grecia centrale. A loro vengono assegnate tutte le proprietà dell'antica abbazia, compresa Castellana, e la giurisdizione ecclesiastica: ovvero la potestà ordinaria su clero e popolo di Castellana più il diritto di impugnare il pastorale e cingere la mitra.

Agli inizi del '400, trecento castellanesi partecipano sotto le insegne di Re Ladislao d'Angiò alla guerra contro Maria d'Enghien, vedova del principe di Orsini di Taranto. Grazie alla vittoria ottengono nel 1407 un privilegio, poco dopo annullato: il passaggio della giurisdizione in mani laiche.
Nel 1456, Castellana e la contea di Conversano costituiscono la dote di Caterina Orsini in sposa a Giulio Antonio Acquaviva, duca d'Atri. Da questo momento in poi il territorio viene fortemente trasformato.
Nel 1600, a Castellana vi fu una tremenda epidemia di peste. Si dice che in quella occasione, la Madonna della Vetrana salvò il paese dalla peste. Infatti, l'11 gennaio si festeggiano i caratteristici falò, delle grosse cataste di legno che vengono fatte ardere in tutto il paese. Il 12, invece, viene portata nel paese la statua della Madonna della Vetrana, la quale sosta per una settimana nella Chiesa Matrice. L'ultimo sabato di Aprile, invece, tra giostre, feste, orchestre e mongolfiere la Madonna ridiscende nel paese per i festeggiamenti ufficiali, spostati solo successivamente in tale periodo per motivi climatici poiché anticamente si festeggiava il 12 gennaio. I boschi cedono il posto ai vigneti e al grano. Il diboscamento selvaggio aiuta le alluvioni: emergenza risolta nel 1913 con la costruzione del Canalone per le acque piovane.
Nel 1938 la cittadina subisce una svolta turistica, grazie alla scoperta delle Grotte da parte del professore Franco Anelli coadiuvato da Vito Matarrese (che in seguito scoprirà lui stesso la Grotta Bianca). Nel 1950 il suo nome fu mutato da Castellana in Castellana Grotte, in omaggio alla scoperta.

Gli eventi maggiormente seguiti sono:

11 gennaio "Le Fanove" - caratteristiche cataste di legno che bruciano nella notte
12 gennaio "Anticipazione della festa d'aprile" - la statua della Madonna della Vetrana viene portata dal convento dei frati minori alla chiesa matrice "S. Leone Magno" fino alla domenica seguente . Se la Sacra Immagine arriva di giovedì alla chiesa matrice, torna la domenica dell'altra settimana.
• ultima domenica di aprile "La Festa d'Aprile" - luminarie, processioni, fuochi d'artificio in onore della Madonna della Vetrana
• 7/8 settembre "Sagra del Pollo e del Coniglio" - allestimento di caratteristiche vetrine satiriche e grandi tavolate per le strade con le macellerie del paese
 

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Sezione: Bari & Dintorni / Data: Gio 26 agosto 2010 alle 19:30
Autore: Donatello Cito
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