Il Bari non ha il palmares di Juventus, Milan e Inter, ma ha comunque una storia immensa alle spalle. Una storia fatta di autentiche imprese. La maglia che vi raccontiamo oggi, nella rubrica AMARCORD, è quella della stagione 96-97.
Lo sponsor tecnico è Adidas, mentre lo sponsor commerciale è Cepu. La prima maglia è bianca con inserti rossi lungo i fianchi, colletto a V, nomi e numeri in rosso. La seconda maglia è rossa con inserti, nomi e numeri in bianco. Poi c'è la terza divisa che è blu, con inserti, nomi e numeri bianchi. Quest'ultima viene utilizzata in rarissime occasioni.
Il Bari è appena retrocesso dalla massima serie, nonostante il titolo di capocannoniere ottenuto dal bomber e capitano, Igor Protti. Dopo la retrocessione sono molti i calciatori che migrano verso altri lidi, Carmine Gautieri, Ciccio Pedone, Kenneth Anderson e Igor Protti, sono i nomi più importanti.
La squadra rimane nelle mani del tecnico Viareggino, Eugenio Fascetti e arrivano giovani di belle speranze.
L'attacco è il reparto più giovane della cadetteria, Francesco Flachi, Di Vaio, Nicolino Ventola. Insieme non superano i 55 anni.
La stagione non inizia nei migliori dei modi, in quanto viene immediatamente eliminata in Coppa Italia, al secondo turno, perdendo malamente a Verona, con il risultato di 3-0.
In campionato invece l'inizio è decisamente migliore. L' 8 Settembre 1996 una doppietta del più "anziano" Miguel Angel Guerrero, a fine primo tempo,
ai minuti 41 e 45, permette al Bari di superare al San Nicola, la squadra lombarda del Brescia. E' solo un fuoco di paglia, la squadra biancorossa ha difficoltà nell'affrontare le partite. Alterna prestazioni mediocri a gare scoppiettanti. Il 27 Ottobre 1996 è l'Empoli a trovarsi di fronte un Bari scatenato. Tutti gli uomini del reparto di attacco vanno in rete: al 32esimo è Flachi ad inaugurare con un rigore battuto di precisione, al 39esimo è il suo compagno marco Di Vaio a segnare la rete del 2-0. Nel secondo è Guerrero a siglare una doppietta, intervallata dalla rete del Capitano Klass Ingesson. Il risultato finale è di 5-0 per gli uomini biancorossi. La squadra termina il girone di andata a metà classifica, è vero che perde solamente in casa, nel derby contro il Foggia, ma è vero anche che vince solo 3 volte. Il Bari pare essersi ammalato di pareggite. Nel girone di ritorno, le cose sembrano andare peggio. Nelle prime 8 partite vince solamente in casa contro il Cosenza, addirittura infila il record negativo di sconfitte consecutive. Sono ben 3, inizia il neopromosso Chievo, poi il Ravenna si toglie lo sfizio di violare il San Nicola per 2-0 ed infine è l'Empoli che si vendica dei tre punti dell'andata. Ormai è davvero lontana la quota promozione, non solo per i punti ma anche per il tipo di gioco espresso. La carta stampata e le emittenti televisive non si risparmiano nei commenti negativi, la squadra inesperta, ed il mister sono i principali bersagli. Fascetti allora si chiude in silenzio stampa, blinda i suoi uomini e li protegge. Dichiara che il Bari negli undici turni rimanenti non perderà più, ne vincerà almeno 10 e da appuntamento alla stampa per la fine del campionato quando la squadra si troverà tra le promosse in serie A. Questa dichiarazione non fa altro che aumentare le perplessità dei giornalisti sulle qualità del mister toscano, definendolo burbero e sfacciato. Fatto sta che le parole di Fascetti si trasformano ben presto in fatti. Un vero e proprio miracolo si sta per avverare. Il 6 Aprile 1997 il Bari deve affrontare il Lecce in un derby delicatissimo. Ai più sembra l'ultima spiaggia per il Bari, un'ennesima sconfitta e le parole di Fascetti si sgretolerebbero in un istante. Ma il Bari disputa la classica partita perfetta, quella della vita. Il capitano affossa la squadra salentina con una bella doppietta, siglando le reti al 26esimo su rigore e al 74esimo. Questa partita risulta essere la scintilla per un fine campionato esaltante. Il pubblico finalmente inizia ad ammirare la squadra, vista solo in qualche sprazzo di partita. Dopo il derby, vengono vinte 4 partite di seguito: Salernitana e Pescara in casa e Cesena e Cremonese in trasferta. La rincorsa è quella giusta, il tempo di rifiatare con 2 pareggi, poi la partita decisiva, quella del dentro o fuori. 18 Maggio 1987 il Bari è in trasferta allo stadio Favorita di Palermo. Serve solo la vittoria. I biancorossi passano in vantaggio con Davide Olivares al 20esimo del primo tempo. Ma a 18 minuti dal termine il Palermo acciuffa il Pareggio grazie alla rete di Saurini. Tutto sembra perduto, ma nessuno aveva fatto i conti con l'orgoglio e la tenacia della squadra barese. A 2 minuti dal termine è il baby Nicola Ventola, cresciuto nel vivaio biancorosso a siglare la rete del vantaggio definitivo. Fascetti continua a tenere la squadra in silenzio stampa, mancano solo 2 partite, per di più abbordabili. A Foggia dove passa subito in vantaggio sempre con Ventola, si ha la certezza della promozione. Deve solo vincere l'ultima in casa contro un Castel di Sangro che non ha più niente da chiedere al proprio campionato. Il 15 Giugno 1997, la cavalcata biancorossa si conclude positivamente, gia a fine primo tempo il risultato è di 3-1 e tale rimarra fino al 90esimo. Fascetti ha mantenuto la promessa, ha riportato immediatamente il Bari in serie A.
Appuntamento a lunedì prossimo con un'altra storia a tinte biancorosse.
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