Fuori le... fasce. E non solo quelle

 di Andrea Dipalo  articolo letto 7871 volte
Il direttore, Andrea Dipalo
Il direttore, Andrea Dipalo

Il fatto che le altre balbettino non significa che anche il Bari sia legittimato a farlo, gettando alle ortiche occasioni ghiotte come sta capitando spesso nelle ultime settimane. E poco conforta se il rendimento di questo girone di ritorno sia identico a quello d'andata. Il dato, semmai, alimenta le incertezze e i dubbi sulla crescita di una squadra che negli ultimi mese non è evidentemente cresciuta, mostrando per giunta un'evoluzione preoccupante sul piano dei gioco e degli interpreti. 

Che i biancorossi non fossero una corazzata lo si sapeva sin dagli albori di questo campionato. A lasciare maggiormente perplessi sono invece atteggiamento e approccio, alle gare e alle sue difficoltà. Una sufficienza palesata più e più volte, che ai tifosi non va più bene come dimostrano i fischi riservati ai giocatori dopo il pareggio contro la Salernitana.

Andando ad analizzare più attentamente il momento della squadra, ci si accorge come a mancare in questo momento storico del campionato sia soprattutto il contributo degli esterni, offensivi e difensivi, che tanto e bene avevano fatto nella prima parte di stagione. E il riferimento è ai vari Galano (scomparso dai radar) e Improta (sempre più impalpabili le sue prestazioni), sino ad arrivare ad Anderson e D'Elia, con quest'ultimo messo stranamente in disparte e scalzato nelle gerarchie da Balkovec e Sabelli, adattato a sinistra con risultati ben lontani dal poter essere definiti accettabili. 

Fuori le fasce, e non solo quelle. Sarebbe infatti opportuno che mister Grosso ritrovi e recuperi questi elementi, spesso decisivi nel recente passato, per tentare di ridare gioco e smalto ad una squadra che non brilla nemmeno dal punto di vista del carattere e del temperamento. E i risultati, altalenanti e discutibili, ottenuti in questa fase cruciale della stagione ne sono la prova più evidente.