Dalla capolista al fanalino di coda: obiettivo lo stesso, vincere

 di Davide Giangaspero  articolo letto 4894 volte
© foto di Federico Gaetano
Dalla capolista al fanalino di coda: obiettivo lo stesso, vincere

Vincere. Contro la prima in classifica o l'ultima. Non cambia l'obiettivo del Bari, curiosamente impegnato nel giro di una settimana contro il vertice e la coda del campionato. Vietato cali di concentrazione perché il Trapani, come sottolineato da Colantuono in conferenza, ha sfiorato la A soltanto pochi mesi fa, e non merita l'attuale classifica. Ecco perché nulla dovrà essere lasciato al caso e il sempre difficile rapporto con le trasferte dovrà essere rotto con personalità e coraggio.

Non è escluso che per centrare i tre punti Colantuono opti per l'impiego contemporaneo di tutte le sue frecce. Il Furlan visto contro il Frosinone difficilmente tornerà in panchina. Così come è più che probabile il rientro di Sabelli nell'undici. Non convocato Moras, rimangono tre i centrali a disposizione del Bari: troppo pochi per vivere con serenità novanta minuti in ottica linea a 3, sufficienti per una classica retroguardia a quattro dove Tonucci sembra oggi avanti a tutti e inamovibile.

Basha, Macek e Fedele (out Greco e Salzano) si giocano le due maglie in mezzo, dietro l'artiglieria pesante. Ovvero Furlan più avanzato di una settimana fa a destra, con Brienza trequartista centrale, e Galano sul versante opposto, Floro Flores di punta. Una strategia ancor più offensiva per portare a casa l'obiettivo. Il Bari a trazione anteriore non è utopia.