Nei panni del mister: cambio tattico possibile viste le caratteristiche degli interpreti. Difesa a tre l'ideale?

 di Andrea Dipalo  articolo letto 8660 volte
Nei panni del mister: cambio tattico possibile viste le caratteristiche degli interpreti. Difesa a tre l'ideale?

Bari in ritardo. Almeno in classifica. Le due sconfitte consecutive hanno lasciato il segno. Se non il gioco, è la difesa a preoccupare. Sono state infatti cinque le reti subite nelle ultime due giornate. Segno che qualcosa non funziona come dovrebbe. 

Errori individuali ma anche collettivi. Evidentemente il sistema difensivo ha bisogno ancora di essere registrato a dovere. E se fosse il modulo il vero limite della squadra e della sua retroguardia? Lasciando a mister Grosso l'onere di capire e decidere se e come cambiare spartito, proviamo a valutare i vantaggi di cui potrebbe godere la squadra se schierata con un modulo diverso dall'attuale 4-3-3. 

Difesa a tre. In questo gioco d'ipotesi, la retroguardia potrebbe essere schierata a tre e non più a quattro. I benefit, qui, potrebbero essere considerevoli, visti gli interpreti attuali. Partiamo da Marrone. Il centrocampista della Juventus, adattato difensore più per necessità che per vera e propria vocazione, ha dimostrato di essere un centrale sì dotato di tecnica e visione di gioco ma altresì lento e impacciato nell'uno contro uno. Schierato in mezzo con altri due centrali di ruolo a fargli da scudo, il numero diciassette avrebbe probabilmente meno affanni, potendo impostare l'azione con più disinvoltura. Senza sottovalutare il fatto che si ritroverebbe meno solo nell'affrontare le avanzate nemiche. Stesso discorso per Capradossi, bravo tecnicamente ma evidentemente in difficoltà quando si tratta di chiudere diagonali o rincorrere l'attaccante di turno. In uno schieramente a tre anche l'ex Roma sarebbe più tutelato e meno esposto. A completare il reparto ci penserebbe poi uno tra Gyomber e Tonucci, con il primo decisamente favorito.

Laterali. Continuando sulla scia di un ipotetico 3-5-2, ecco che Fiamozzi e D'Elia avanzerebbero di qualche metro il proprio raggio d'azione, con la non semplicissima pratica di dover coprire l'intera fascia di competenza. A giovarne sarebbe soprattutto D'Elia, abile più ad offendere che a difendere, che avrebbe sempre qualcuno (uno dei centrali di difesa) a coprirgli le spalle. 

Mediana. Due o tre interpreti, a piacere del mister, che di mediani ne ha diversi e tutti adatti a giocare sia in un centrocampo a quattro che a cinque. Basha resterebbe il regista, con Tello e Salzano (o Busellato) ai suoi fianchi. Ma la vera novità sarebbe rappresentata dall'eventuale utilizzo del trequartista. Ruolo affascinante ma ormai abbandonato, che potrebbe essere ricoperto dallo stesso Tello o, perchè no, da Brienza.

Attacco. Due punte o una più Galano. Oppure Improta, con il foggiano a supporto. Dipenderebbe da quanti uomini il tecnico schiererebbe in mezzo al campo. La certezza è che le alternative non mancherebbero, visto il buon numero di attaccanti presenti in rosa. Uno tra Nenè, Floro Flores, Cissè e il redivivo Kozak farebbe da boa.

Finito il disegno, si torna alla realtà. Nessuno vuole mettere sulla graticola il 4-3-3 con cui Grosso (e tutti i suoi predecessori) sta schierando il suo Bari. Un modulo che potrebbe dare presto i suoi frutti. Almeno si spera. Nell'attesa, abbozzare variati e alternative non pensiamo sia del tutto controproducente. Magari può ispirare, magari no. Noi ci siamo divertiti a scrivere, al mister l'onere di ottenere lo stesso effetto attraverso il modulo che più ritiene opportuno per la sua squadra.