Rassettare e ripartire. Con mister Mangia e con la rosa attuale. I biancorossi, dopo la batosta di Vercelli, stanno preparando a Castel di Sangro la delicata sfida di lunedi prossimo contro la Ternana.

Una vera e propria finale. La gara contro i rossoverdi ha assunto i connotati di un vero e proprio spartiacque tra quello che è stato e quello che, nelle speranza del club, sarà il campionato del galletto. Nel mirino l'operato del tecnico, costretto ora a trovare la medicina giusta per i suoi ragazzi.

Continuare con il 4-3-3 o tornare al caro 4-4-2: questo uno dei possibili dilemmi di Mangia. Il tecnico lombardo ad inizio campionato (e dopo le prime delusioni provenienti dal campo) ha accantonato le sue convinzioni tattiche accontentando di fatto tifosi, stampa e buona parte del suo stesso spogliatoio che, all'unisono, hanno spinto per un cambio deciso di schema e di uomini. Così facendo, l'ex Palermo ha - in colpo solo - sconfessato quasi in toto la campagna acquisti dell'estate scorsa, condotta ed improntata, appunto, sul 4-4-2.

L'adattamento dei nuovi arrivati al 4-3-3 non ha partorito gli effetti sperati. Alcuni, addirittura, hanno smesso di essere protagonisti (Stoian e Wolski su tutti). Il paradosso, però, è un altro. Il ritorno al vecchio modulo sembra non aver rigenerato nemmeno i vecchi, abituati a giocare in un determinato contesto tattico. Come Sciaudone, Defendi e lo stesso Galano, idoli della tifoseria oggi sbiaditi e alla ricerca dell'idendità perduta. 

Il cantiere è aperto. A mastro Mangia l'onere di ridare splendore alla sua creatura. Il compito, però, resta difficile e complicato viste le carenze della rosa. Il mister non ha molti cambi tecnici a sua disposizione. Ergo, dovrà per forza di cose rigettare in campo la stessa formazione che sta deludendo in campionato. Questo è quanto passa il convento, almeno sino a gennaio, con la speranza che i ragazzi possano almeno reagire sotto il profilo del temperamento e dell'approccio alle partite.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 04 novembre 2014 alle 11:15
Autore: Andrea Dipalo
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