Brienza e la storia d’amore chiamata Bari

15.02.2019 21:20 di Gabriele Bisceglie  articolo letto 8208 volte
Brienza e la storia d’amore chiamata Bari

Ieri era il giorno di San Valentino. Gli innamorati si sono scambiati rose e regali, in segno del loro amore. Nelle stesse ore, invece, Brienza ha deliziato i propri tifosi, gli innamorati del Bari, con una conferenza stampa a cuore aperto. Più che una conferenza, è sembrata una dichiarazione d’amore eterno alla squadra biancorossa, a conferma della storia passionale sbocciata, un po’ per caso, nel non troppo lontano 30 agosto 2016.

Era l'era del binomio (mai decollato, per la verità) Stellone-Sogliano. Brienza fu uno degli ultimi acquisti, nome venuto fuori alla stampa all’ultimo momento, ma tanto voluto dal diesse lombardo. Molti tifosi, appena vista l’età non più verdissima del trequartista, quasi indispettiti, storsero il naso. Invece, fu indubbiamente il miglior acquisto fatto dal tanto criticato Sogliano in quella stagione. Brienza face subito capire di che pasta fosse fatto. Un giocatore semplicemente senza età, di un calcio d’altri tempi, ma che riesce ad adattarsi anche a quello moderno. Ma prima di tutto un professionista serio, un vero uomo.

In appena due anni e mezzo, Brienza è riuscito a far breccia nel cuore di tutti i sostenitori biancorossi. E lo ha fatto con una semplicità incredibile, senza mai sforzarsi più di tanto, restando semplicemente se stesso. Gli è bastato allenarsi con l’intensità di un ragazzino che vuole imparare dai più grandi, ma con la testa da veterano che gli ricorda che ogni giorno può essere l’ultimo con gli scarpini ai piedi. Molte volte i tifosi sono rimasti estasiati nell’ammirarlo mentre corre, non tanto per la velocità, ma per la voglia che mette in campo nonostante la sua età. Di Brienza quei tifosi hanno apprezzato tutto e lo hanno sostenuto nei momenti di difficoltà, anche quando nell’aprile 2017 il ginocchio sinistro fece crack. Molti pensarono che il gioco fosse finito in quell’istante. Invece, ancora una volta, il fantasista eterno si è rialzato, più forte di prima.

Proprio questa continua ricerca di nuovi stimoli e voglia di alzare l’asticella dell’ambizione, lo hanno fatto ergere a idolo dei baresi. Un vero e proprio sindaco, come ha scherzato in più occasioni. E proprio per questo non poteva assolutamente mancare in questo anno difficile del Bari. Brienza ha messo da parte il proprio desiderio personale di serie A, per vestire totalmente i panni del nuovo Bari. Pulito, proprio come il volto del suo attuale capitano. Il beniamino, che ha ricevuto l’onore di un coro personalizzato per lui, cantato per le sue, ormai ordinarie, standing ovation. Era da tempo che non riecheggiavano al San Nicola cori del genere. Dai tempi dei vari Joao Paulo, Maiellaro, Protti, Tovalieri e Barreto. Questo fa capire cosa oggi Brienza rappresenti per il Bari. Una lunga storia che, probabilmente, continuerà anche in altre forme, al di fuori del rettangolo verde.