Restrizione trasferta: colpirne mille per educarne cento, perché?

01.11.2018 21:45 di Giosè Monno   Vedi letture
Restrizione trasferta: colpirne mille per educarne cento, perché?

Vi starete chiedendo il senso della limitazione dei biglietti per i tifosi del Bari ad Acireale. Una decisione discutibile più per le motivazioni che per la prevenzione di un pericolo concreto. Partiamo dal presupposto che il provvedimento non è in alcun modo una punizione per i fatti di Messina, o meglio solo in parte: tra le motivazioni, appunto, troviamo solo il possibile rischio di incrocio delle due tifoserie, e il concerto di Baglioni qualche ora dopo nei pressi dello stadio "Tupparello" di Acireale.

Ma, a quanto pare, la gara in programma al Turparello non vede alcun rischio incidenti, in quanto le tifoserie sono in ottimi rapporti. Provvedimenti di questo tipo costituiscono una vera e propria privazione del diritto di un cittadino ad assistere a un evento sportivo in altre città italiane. Il suddetto "provvedimento", stando alle motivazioni, con tutta probabilità, sarà adottato anche nelle future trasferte in terra siciliana, dato che il rischio di trovare i tifosi del Messina è praticamente sistematico per la posizione geografica della città sicula. Come se, ad esempio, i supporter baresi non potessero assistere alle gare disputate al nord per il rischio del passaggio in autostrada a Foggia. Disputare una gara così importante senza la presenza dei supporter avversari sarebbe una punizione troppo severa anche per la città di Acireale, oltre che un'ingiusta penalizzazione per una tifoseria che si è distinta sinora per correttezza e sportività.

Pochi facinorosi non possono danneggiare un popolo che ha fatto dell'amore per lo sport e della condanna di ogni forma di violenza la propria bandiera. L'auspicio è che le autorità facciano un passo indietro e ci ripensino