Una stagione in sordina, dopo il clamoroso passaggio in estate dal Milan all'Inter per Antonio Cassano. 15 assist e 9 reti per l'attaccante barese 30enne, che non è riuscito ad incidere con la maglia nerazzurra, pronta ad essere salutata a fine campionato, per via anche del brutto litigio avuto qualche mese fa con Andrea Stramaccioni, che ha minato la sua credibilità e la fiducia nei suoi confronti.

Agli sgoccioli di quella che potrebbe essere la sua ultima esperienza in Italia, dato che si parla con insistenza di un'avventura all'estero, Antonio Cassano, nel corso di un'intervista rilasciata per la trasmissione televisiva 'Confessione Reporter' (in onda stasera alle 23.50 su Italia 1), ha fatto un po' di autocritica: "E’ stata colpa mia se non ho avuto una carriera migliore. Pensavo che con la sola qualità si andasse avanti - riporta la Gazzetta dello Sport - Ho giocato in grandi squadre, ma ho fatto sempre poco. Ho fatto più casini della grandine. Il 99% delle volte ho sbagliato io, però gli altri mi mettevano nelle condizioni di sbagliare. Passavo dalla ragione al torto in un attimo - prosegue - Ho fatto il 50% di quello che potevo, ho sempre avuto un modo di allenarmi non professionale".

Se c'è un episodio che ha cambiato la vita di FantAntonio, questo è sicuramente l'attacco di ictus ricevuto al rientro dalla trasferta di Roma con il Milan. Cassano ricorda di aver "preso paura ma non della morte, era paura di non rivedere mio figlio" e che da quel giorno le sue priorità sono cambiate. Al primo posto c'è la famiglia, all'ultimo il pallone. Perchè? L'attaccante di Bari Vecchia lo spiega così: " Ai miei figli dico che la cosa più importante è non fare calcio. Questo calcio mi ha stancato, troppa gente finta, troppi... leccaculo".

Sezione: Gli ex / Data: Gio 16 maggio 2013 alle 10:30
Autore: Gaetano Nacci / Twitter: @capagira87
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