ESCLUSIVA TB - Antonio De Lucci: "Bitonto è una piazza importante in cui è però difficile fare calcio"

L'intervista all'ex presidente della Libertas Bitonto, ora Noicattaro.
13.09.2011 18:00 di Renato Chieppa  articolo letto 1736 volte
Antonio De Lucci
Antonio De Lucci

Circa un anno fa l’imprenditore Antonio De Lucci spostava la sua società, la Libertas, da Palese a Bitonto con l’intento di riportare il grande calcio in un paese che aveva perso i fasti della serie D e cui non rimaneva altro che ripartire con l’US Bitonto dalla Terza categoria. Ad un anno o poco più la situazione è totalmente cambiata. Problemi ambientali e di natura personale hanno fatto si che il numero uno del sodalizio nero verde prendesse la drastica decisione di mollare. Così De Lucci ha ceduto, nemmeno una settimana fa, il titolo sportivo ad una cordata nojana capeggiata da Francesco Langiulli, fautore del gruppo con cui Angelo Sisto ha sfiorato i playoff di Promozione nella scorsa stagione. Questo è però solo il colpo di coda di una trattativa che avrebbe dovuto portare imprenditori indigeni a rilevare la società e permettere al calcio bitontino di non morire. Invece il brusco passo indietro di questi ultimi ha permesso all’imprenditore di poter definire la trattativa con gente più decisa come quella giunta da Noicattaro.

TuttoBari.com ha approfondito in esclusiva per il suo pubblico tutta la questione discorrendo in maniera informale con il signor De Lucci, “Antonio” come ha preferito nel corso della chiacchierata, persona disponibile e che con molta chiarezza ha definito la sua posizione.

Domenica Libertas Noicattaro-Cerignola 0-4. Che sensazione hai provato nella prima domenica da ex presidente?Dopo otto anni non è facile. È come un fumatore accanito che da un giorno all’altro smette di fumare i suoi due pacchetti giornalieri. Dei problemi personali mi hanno spinto a lasciare il calcio, quindi prima o poi mi dovrò abituare a questa idea”.

Circa i problemi ambientali sorti durante il tuo anno di permanenza a Bitonto cosa puoi dirmi?No comment… C’è la domanda di riserva? (ride ndr)”.

Saltata la cordata bitontina il titolo è quindi passato a Noicattaro in brevissimo tempo. Era questa un’alternativa o che?La cordata nojana capeggiata da Langiulli si era interessata sin da due mesi fa alla trattativa, visto che ero già in odore di lasciare. All’inizio non me la sono sentita di portare via il titolo da una città come Bitonto, poi però, per come sono andate le cose, con tanto di preliminare fatto saltare dalla cordata bitontina mi sono ritenuto libero di fare le mie scelte e guardare altrove”.

Pertanto, con quale stato d’animo hai abbandonato una piazza importante come quella bitontina?Bitonto è una piazza sì importante, ma in cui è difficile fare calcio. In sostanza ho abbandonato perché mi sono dovuto tirare fuori da questo mondo anche se, ribadisco, lì non è facile fare calcio…”.

Queste difficoltà riscontrate hanno a che fare con gli attriti sorti col diesse De Santis?Personalmente ammiro molto De Santis, lo ritengo un grande professionista ed una persona capace di fare il suo lavoro. Posso solo dire che le nostre strade si sono divise nel momento in cui io, da presidente della Libertas, ho ritenuto opportuno imporre le mie decisioni su determinate cose che lui non ha però condiviso".

Strade che si sono divise dopo la famosa querelle circa l’allenatore?Si…”.

Conti, prima o poi, di rientrare nel mondo del calcio o è prematuro parlarne?Sinceramente non lo so, poiché sono rimasto molto scottato da questa vicenda. Di vero c’è solo che ora come ora non ho più quell’entusiasmo di prima…”.

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