E' previsto per domani un nuovo incontro tra l'attuale proprietà dell'As Bari e i potenziali acquirenti, rappresentati da Paolo Montemurro. Dopo i vari summit consumati nei giorni scorsi tra i legali (utili a limare le distanze tra domanda e offerta, ndr), si aspetta ora solo la definitiva stretta di mano tra le parti per un passaggio di proprietà che, stando ai rumors, dovrebbe concretizzarsi già la prossima settimana.

INTOPPO - L'ottimismo sul buon esito dell'operazione, però, deve fare i conti con le oggettive difficoltà che la trattativa, secondo le ultime indiscrezioni trapelate nonostante il sottoscritto patto di riservatezza, nasconde, e mica tanto. Il gruppo che, da circa un mese, sta tentando la scalata al pacchetto azionario di maggioranza della società barese non sembra intenzionato ad accettare di buon grado la valutazione che, la famiglia Matarrese, dopo un'attenta perizia, vorrebbe rispettare, e realizzare. Si parla di circa 10 milioni euro, forse troppi per i potenziali acquirenti.

LA SOLUZIONE - Una delle possibili strade da seguire per diluire il prezzo fissato dalla proprietà biancorossa sembra essere quella della vendita di alcuni prezzi pregiati della rosa. Come riportato già nei giorni scorsi su queste colonne, l'eventuale cessione della metà di Bellomo e Fedato, a cui si aggiungerebbero quelle di Sabelli (la cui metà è stata praticamente riscattata dal club) e Crimi, comporterebbe una abbassamento del valore assoluto de club e, di conseguenza, del prezzo per il suo acquisto. 

IL QUESITO - La domanda, a questo punto, nasce spontanea: ma l'eventuale nuova proprietà è consapevole del fatto che la piazza barese, in fermente attesa, sogna un cambio ai vertici societari esclusivamente per tornare a sognare? Trattare, anche ad oltranza, il prezzo ci sta, fa parte del gioco ma, se, per ottenere sconti e favori si devesse accettare di cedere alcuni big (quei pochi che ci sono) della rosa, allora qui ci sarebbe qualcosa che non farebbe tornare i conti. Con che spirito, e quali motivazioni, si affronterebbe la nuova avventura? Se la rinasciata devesse passare necessariamente dalle cessioni, non si capisce proprio quali possano essere i reali obiettivi della nuova, possibile, proprietà, disposta (qualora ciò si verificasse) a veder partire parte del patrimonio tecnico attualmente a disposizione pur di veder limato il costo dell'operazione. Che senso avrebbe?

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 25 maggio 2013 alle 10:40
Autore: Redazione TuttoBari / Twitter: @TuttoBariCalcio
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