Salgono a 1182 i casi di Coronavirus registrati in Puglia, dopo i 1093 di ieri. A renderlo noto è il Presidente della Regione Emiliano che, sulla base delle informazioni del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, ha comunicato che oggi sono stati effettuati 968 test in tutta la regione, di cui 89 sono risultati positivi. 

I casi positivi sono cosi suddivisi: 28 in Provincia di Bari; 13 in Provincia Bat; 3 in Provincia di Brindisi; 12 in Provincia di Foggia; 12 in Provincia di Lecce; 17 in provincia di Taranto, su quattro è da attribuire la provincia di appartenenza. Sono stati registrati 17 decessi: 1 in provincia di Lecce (77 anni), 6 in provincia di Brindisi (77, 71, 82, 54, 87, 79 anni), 8 in provincia di Foggia (86, 92, 80, 77, 57, 89, 74, 75 anni) , 2 in provincia di Bari (92 e 74 anni).

"Fino ad oggi la sanità pugliese è andata avanti solo con le proprie scorte di DPI (dispositivi di protezione individuale, ndr)": così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano dopo aver partecipato alla riunione odierna del comitato operativo di protezione civile. Emiliano riferisce che: "È evidente che ci sono stati problemi a livello centrale sia nel trasporto dei DPI, che non hanno consentito l'arrivo di ciò che era previsto, sia nel dimensionamento della nostra parte di DPI. Qualcuno ha pensato, sbagliando e devo dire che hanno subito corretto, che il quantitativo dovesse essere legato alla virulenza dell'epidemia e quindi al numero dei casi", si legge su regione.puglia.it.

Il Sindaco di Bari Decaro, in un post sul proprio profilo Facebook, si è infuriato contro dei mercanti che non rispettavano le regole sulla distanza da far osservare ai clienti, intralciando anche il lavoro della polizia locale. Questo il suo commento: "Mi hanno segnalato che nel mercato di Santa Scolastica alcuni operatori mercatali non solo non rispettano le regole, ma si permettono anche di intralciare il lavoro della Polizia Locale. Allora sono andato a controllare di persona per dire in faccia a queste persone due cose molto chiare. Credetemi, resterei volentieri a casa con la mia famiglia invece di uscire a fare queste sfuriate. Ma se continuo a intervenire di persona è perché spero che possa servire da esempio per far capire a tutti che continuare a sottovalutare il problema cercando ogni giorno stratagemmi per evitare le regole, sarà la causa della morte di molte persone. Noi possiamo ancora fermarla. Possiamo farlo se tutti facciamo il nostro dovere".

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 26 marzo 2020 alle 20:20
Autore: Claudio Mele
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