Partenza sprint e lieto fine. In mezzo, tante turbolenze che hanno rischiato seriamente di minare il cammino del Bari in campionato, terminato ieri a Grosseto dopo una lunga cavalcata in cui tante sono state le soddisfazioni che i giocatori di Vincenzo Torrente hanno saputo regalare ad una piazza messa a dura prova anche in questa stagione, partita con le note penalizzazioni ed archiviata con una salvezza che, ad inizio torneo, in pochi credevano possibile.

Dall'allenatore ai giocatori, a tutti vanno fatti i complimenti. Non si porta a casa nessun risultato se non c'è, oltre alle necessarie qualità, coesione di gruppo soprattutto nei momenti meno felici che, puntuali, il Bari anche quest'anno ha dovuto affrontare, e sconfiggere. Uno spogliatoio unito nella buona e nella cattiva sorte, che ha saputo fare quadrato quando le situazioni si sono fatte difficili (Vercelli il punto più basso), riuscendo a venirne fuori sempre a cresta alta, e a suon di successi. Lo spirito è sempre stato quello della squadra che doveva lottare per raggiungere i propri obiettivi, agguantati con merito e spregiudicatezza (indimenticabile, in tal senso, la vittoria contro il Lanciano per 4-3 in rimonta).

Una parte importante, come spesso successo nella storia di questo club, l'hanno recitata anche i tifosi, pochi ma buoni e, soprattutto, sempre presenti, anche ieri a Grosseto nonostante l'inutilità della partita ai fini della classifica, messa al riparo in anticipo da spiecevoli sorprese grazie ad una vittoria incredibile come quella ottenuta a Novara contro una delle formazioni più forti, e in più forma, del torneo.

Una nota particolare la meritano alcuni singoli. La forza del gruppo è stata di certo l'arma in più, ma l'eccellente campionato disputato da giocatori come Ciccio Caputo, Eugenio Lamanna e Daniele Sciaudone ha fatto decisamente la differenza. Un gradino sotto, ma solo per una questione di numeri, tutti gli altri a partire dal più bistrattato, ovvero Marino Defendi, spesso sott'accusa ma diventato, con assoluto merito, uno dei perni principali del bel giocattolo costruito da Vincenzo Torrente, che in questo campionato ha saputo ridare lustro anche ad altri giocatori inizialmente lontani dal progetto e dal disegno tecnico del mister. Pensiamo a Ghezzal, o alla sorpresa Fedato, enfant prodige capace di non patire minimamente il grande salto dall'Eccellenza alla serie B, e diventando addirittura protagonista anche con la maglia della Nazionale Under21, con cui potrebbe disputare i prossimi campionati Europei. Che aggiungere... chapeau.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 19 maggio 2013 alle 19:45
Autore: Andrea Dipalo
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