Sconfitta e polemiche: ma il ko è indolore. Ora testa al sogno Scudetto

05.05.2019 20:00 di Davide Giangaspero   Vedi letture
Sconfitta e polemiche: ma il ko è indolore. Ora testa al sogno Scudetto

Si chiude con una sconfitta il campionato del Bari. Immeritata. La formazione di Cornacchini va sotto, poi rimedia, in una partita disputata con tante seconde linee, infine paga la clamorosa svista arbitrale che inventa un braccio per Di Cesare, e consegna il rigore del match (trasformato dall'ex Pizzutelli) al Roccella. Per i biancorossi non cambia nulla, impegnati a breve nell'appendice della Poule Scudetto, competizione riservata a tutte le vincitrici dei vari raggruppamenti. A tal proposito oggi il Bari ha conosciuto solo a metà gli avversari del primo girone: ci sarà il Picerno e una tra Avellino e Lanusei (che hanno terminato a pari punti il loro campionato, sarà spareggio), in un triangolare che costituirà la prima fase nella volata verso il curioso Scudetto di D.

Seconde linee, dicevamo. Tornando ai novanta minuti disputatati in Calabria, sono stati diversi gli elementi schierati da Cornacchini che non avevano avuto grosse chance fin qui, specie davanti dove il duo d'attacco Iadaresta-Pozzebon non ha punto, e Liguori e Neglia hanno occupato le due fasce di un chiaro 4-2-4 in fase di lettura offensiva. Proprio una riserva, Feola, ha rimediato al vantaggio iniziale del Roccella giunto su punizione (l'ennesima della stagione...) finita alle spalle del portiere Marfella. Completa e convinta, invece, la prova del centrocampista biancorosso, che si candida ad un ruolo crescente nelle prossime partite e non solo. Il giallo arriva negli istanti finali di gara quando ai padroni di casa viene assegnato un rigore inesistente, trasformato per la felicità dei calabresi che rimpolpano il loro profilo in vista dei play-out.

Si chiude una regular season stravinta dal Bari: i biancorossi si fermano a 78 punti, non superano il record di Conte (80, nella stagione della promozione 2008/2009), ma lasciano il vuoto dietro di sé. Un campionato giocato con attenzione da massima serie e portato a termine come da diktat iniziale. Ciò che serviva è già arrivato. Testa ora al torneo finale: un trofeo in più, in fondo, non guasterebbe affatto nell'ambiziosa ricostruzione.