Panchina bollente: dal fallimento, cinque cambi senza risultato

Colantuono l'ultimo della lista, Alberti-Zavettieri i migliori.
 di Andrea Dipalo  articolo letto 7908 volte
Panchina bollente: dal fallimento, cinque cambi senza risultato

Una panchina senza padrone. A Bari non è possibile godere dello stesso tecnico per un periodo che vada oltre l'anno. Dall'indimenticabile stagione fallimentare ad oggi, sono stati ben sei i tecnici che si sono alternati, senza fortuna. I migliori, piazzamento alla mano, restano Alberi e Zavettieri, che in coppia portarono il neo Bari di Gianluca Paparesta (all'epoca dei fatti presidente da poche settimane) alla semifinale playoff persa contro il Novara.

Correva il mese di giugno 2014. Da allora, solo cambi e confusione, con due proprietà mangia allenatori che, in meno di tre anni, hanno cambiato la guida tecnica di una squadra a sua volta soggetta ad autentiche - e continue - rivoluzioni. Il primo tecnico della nuova era post-Mataresse è stato Devis Mangia, voluto da Paparesta e dai suoi più fedeli finanziatori. L'avvento dell'ex Nazionale Under 21 fu brindato con piacere dai tifosi, che da lì a poco si dovettero ricredere sulle capacità di un tecnico che, almeno in biancorosso, ha deluso le attese. Tanto da essere subito esonerato: a novembre di quello stesso anno, infatti, arrivò al suo posto un certo Davide Nicola, tecnico giovane ma già affermato che, però, non riuscì a dare seguito e sostanza ai proclami del suo presidente, che lo sollevò dall'incarico un anno dopo.

Dicembre 2015. Il Bari deve ripartire. Salutato Nicola, ecco Andrea Camplone. Buona esperienza e calcio propositivo: questo il bigliettino da visita del tecnico pescarese. Ma i risultati stentano e, nonostante il piazzamento playoff, il suo Bari concluse la stagione in maniera mesta e modesta.

Nuova stagione, nuovo tecnico. Ma con la grossa novità che, insieme al cambio in panchina, nel giugno 2016 è arrivato anche il ribaltone in seno alla società. Paparesta è al verde, e Giancaspro gli soffia la poltrona. Il neo presidente mescola subito le carte, pescando Roberto Stellone e affidando la gestione tecnico-sportiva del club a Seas Sogliano. Risultati scadenti e lontani dalle aspettative, ecco che a novembre si ricambia. Via l'ex Frosinone, dentro Stefano Colantuono, tecnico di spessore e dal curriculum prestigioso. A lui l'onere e l'onore di rivitalizzare una squadra lontana dalla vetta. Come sia andata a finire è sotto gli occhi di tutto. Nonostante un mercato importante (quello dello scorso gennaio), il Bari è rimasto lontanissimo dalla vetta e fuori dai playoff. Un finale deludente, insomma, che ha già spinto Colantuono lontano dalla Puglia. Chi sarà il suo successore? L'unica certezza è che si tratterà dell'ennesimo cambio in panchina, con la speranza che possa essere quello giusto e non l'ennesimo, inutile, traghettatore.