Come noto, la scorsa settimana, abbiamo intervistato in esclusiva l'ex direttore sportivo del Bari, Giorgio Perinetti che, in un passaggio, si diceva perplesso del comportamento, degl'atteggiamenti tenuti da Giampiero Ventura nei suoi confronti durante il suo l'ultimo periodo di permanenza in Puglia. Tale dichiarazione, non poche polemiche ha generato, soprattutto dalle parti di via Torrebella. Mister Ventura, infatti, nella conferenza stampa tenutasi sabato pomeriggio allo stadio San Nicola, si è detto anch'egli molto perplesso delle dichirazioni che Perinetti ha rilasciato al nostro giornale, negando di fatto che tra lui e l'attuale ds del Siena, ci fossero mai state incomprensioni. Ma chi avrà ragione dei due? Chi ha davvero il 'diritto' di essere rimasto perplesso dagl'atteggimenti e/o dalle dichirazioni dell'altro? Per fare chiarezza, abbiamo contattato in esclusiva un grande ex del galletto, che con i due 'sfidanti' ha condiviso per intero la passata stagione: Cristian Stellini. L'ex bandiera, leader e non solo, del Bari Calcio, ai nostri microfoni, ha detto la sua in merito a questa spinosa vicenda, ma non solo. Stellini, infatti, ci ha raccontato anche altro, del suo recente passato ma anche del suo presente e di quello che vorrebbe fosse il suo prossimo futuro.
Ciao Cristian, ben trovato. Partirei subito col dire, magari spiegare, ai tifosi biancorossi che nel cuore sempre ti porteranno, dove sta Stellini e, soprattutto, cosa fa e come sta il 'vecchio' difensore del galletto? "Mah, io sono a Siena, sto bene, anzi benissimo e ricopro il ruolo di collaboratore tecnico al fianco di Antonio Conte. Sto lavorando, oltre che studiando, molto per imparare a fare ciò che è quello che voglio fare, ovvero l'allenatore, e il Siena mi sta dando, grazie anche a Conte e Perinetti, questa grandissima possibilità".
Come saprai di certo, la scorsa settimana abbiamo intervistato il tuo attuale direttore sportivo, Giorgio Perinetti, il quale ci ha 'confidato' di essere rimasto perplesso dall'atteggiamento freddo e di distanza tenuto da mister Ventura nei suoi confronti durante l'ultimo periodo al Bari. Ventura, poi, nella giornata di sabato ha, inevitabilmente, dichiarato le sue perplessità su tali dichirazioni. Cosa può dirci Stellini che, con i due a Bari, ha condiviso l'intera stagione dell'anno scorso? "Cosa posso dirvi. Lo scorso campionato l' ho vissuto da giocatore, lontano, un po' lontano, da quelli che erano i rapporti tra Perinetti e Ventura. Vi posso dire, però, che è parso pure a me che, verso fine stagione, tra i due non funzionasse qualcosa. Concordo con il direttore quendo dice che, ad un certo punto, Ventura camminasse da solo. Era palpabile la cosa. Questo, però, dovuto probabilmente al fatto che, oramai, si sapeva che le strade tra Perinetti e la società tutta si stavano per dividere, e questo ha fatto si che ognuno incominciasse a lavorare solo per se stesso e non più per il bene comune. Perinetti, inoltre, intendeva sicuramente dire che il distacco, più che dallo stesso Ventura, si avertisse da parte della società. Questo, però, è giusto sottolinearlo, a partire da aprile... non prima"
Lasciamo stare adesso Perinetti e Ventura, e torniamo a te. E' fantascientifico pensare che, se l'attuale direttore sportivo del Siena fosse rimasto in Puglia, Stellini era a Bari ancora a tirar calci ad un pallone? "Per onor del vero, io volevo pure continuare a giocare. Lo feci presente alla società già a febbraio ma, praticamente, non mi è stata data la possibilità di continuare. Devo dire, però, che la famiglia Matarrese, a cui devo molto e sono legato profondamente, mi propose un ruolo di team manager, ma io rifiutai, perchè la mia volontà è stata sempre quella di stare a contatto col campo, coi giocatori, e Siena, grazie anche a Perinetti e Conte, mi ha permesso di fare ciò".
Quindi, in definitiva, sei il vice-Conte in Toscana... "Praticamente si, ma non posso ancora esserlo. Mi mancano i documenti per farlo, ecco perchè ti dicevo che sto studiando e lavorando tantissimo per conmseguire le dovute abilitazioni per fare il mister".
Cosa ha portato via con se Stellini di Bari, del Bari? Cosa ti è rimasto nel cuore? "Porto con me l'amicizia di tanti baresi, e non giocatori. Bari è una città fantastica, che è interessata a te come uomo, non come professionista del pallone. Poi porto con me i tre anni splendidi consumati prima con Conte e poi con Ventura. Un triennio incredibile, dove abbiamo riportato il galletto lì dove dovrebbe essere sempre, in A a fare bel calcio".
Condivido pienamente, anzi aggiungo che, probabilmente, il tuo tirennio è coinciso con il migliore della famiglia Matarrese... "Mah, non lo so questo, la storia passata non la conosco tutta. Posso solo dire che è stato magnifico. C'era continuità, di risultati e di progetti. Io credo che il Bari attuale abbia le carte in regola per dire ancora la sua in questo sfortunato campionato, ma ci vuole continuità, quella stessa continuità che, con la partenza di Perinetti, sembra essere svanita nel nulla. Lui rappresentava una certezza costante, di lavoro e obiettivi. Forse, quando ha detto di essere perplesso, intendeva questo, nel senso che, anche con la sua partenza, in cuor suo sperava che, chi rimanesse e quindi Ventura, continuasse su una certa strada intrapresa. Invece, come sappiamo tutti, non è successo. Forse si doveva cercare uno alla Perinetti, forse si doveva semplicemente continuare a fare ciò che Perry stava facendo da tempo".
Hai toccato un punto cruciale, che tanto a cuore sta ai tifosi baresi, che in Perinetti, come dici giustamente tu, vedevano una continuità dei progetti. Andato via lui, infatti, è sparita anche quella continuità, magari per ragioni anche in parte condivisibili, di crescita. di cotruzione. "Si, lui rappresentava questo. Aveva idee che andavano oltre la prima squadra. Pazienza".
La scorsa settimana, come saprai di certo, Almiron è stato costretto a difendersi pubblicamente da accuse sconce, fuori luogo, rivolte all'uomo più che al giocatore stesso. Cosa ne pensi di questa situazione? "Una brutta storia, soprattutto perchè Almiron è stato 'costretto' a difensdersi da solo. Credo che la società, e lo stesso mister, avrebbero dovuto sostenere e difendere il giocatore pubblicamente. Non si può perdere psicologicamente un giocatore del suo livello. Con Gazzi, Andrea Masiello e Donati, rappresenta lo zoccolo duro di questa squadra da cui non si può prescindere. Bisogna seguire loro, affidarsi alla lora caratura, altrimenti sarà difficile consumare cose positive".
Grazie 'zio' Cristian per l'intervista. Ti facciamo un grosso in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri, sperando, magari, di rivederti da queste parti prima o poi... "Non si sa mai (ride ndr). Ringrazio io voi per la disponibilità e saluto di tutto cuore la piazza barese".
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