Centosedici punti conquistati (sul campo) in due anni. Una squadra giovane, sbarazzina che cercava ovunque di proporre un bel calcio e che, partita a fari spenti, lo scorso anno è arrivata a lambire la zona play-off. Probabilmente quel Bari se non fosse stato condizionato dai problemi societari e dalla contestazione dei tifosi, in rotta con la proprietà, avrebbe potuto ottenere qualcosina in più. Lo sa bene Vincenzo Torrente che, in esclusiva ai microfoni di TuttoBari.com, analizza lo straordinario momento di forma dei biancorossi e rammenta quanto successo nei suoi due anni in sella alla panchina barese.
Salve mister. Come si spiega la metamorfosi di questa squadra che in tre mesi è passata dalla zona play-out a quella play-off?
"Beh, credo che sia dovuta a una serie di cause. Innanzitutto bisogna rimarcare il grande lavoro compiuto da Guido Angelozzi che ha dato continuità a un progetto partito con me negli anni precedenti. Dopo il mio addio era stato scelto un tecnico come Gautieri che prediligeva il mio stesso modulo, il 4-3-3. Dopo le sue dimissioni si è proseguiti su questa strada con Alberti e Zavettieri. Angelozzi è stato bravo a mantenere la base del mio Bari. Una base solida composta da giocatori come Ceppitelli, Polenta, Romizi, Sciaudone, Galano. Sono cresciuti molto in questa stagione. Inoltre bisogna considerare i miglioramenti apportati nel mercato di gennaio e, aspetto non indifferente, il rinnovato entusiasmo della piazza, può sembrare un paradosso ma non lo è, dopo il fallimento del club. C'è grande affetto da parte dei tifosi. E' una cosa che può stupire qualcuno ma non certo me".
Qual è il giocatore che l'ha impressionata maggiormente tra i galletti in questo campionato?
"Sicuramente Galano. Sono molto a legato a lui. L'ho avuto con me a Gubbio, poi l'ho lanciato qui a Bari. Due anni fa la sua stagione fu condizionata dai problemi fisici, l'anno scorso dopo un buon girone d'andata ha trovato meno spazio ed è finito spesso in panchina. Adesso sta trovando la sua definitiva consacrazione e la cosa non può che farmi felice. E' sicuramente un giocatore di categoria superiore, destinato a giocare in un club importante".
Mister facciamo un passo indietro. Qual'è il ricordo più bello e quello meno bello del suo biennio trascorso in Puglia?
"Il più bello è quello di una squadra che si è tolta delle soddisfazioni. Abbiamo riscosso l'affetto della gente, anche se non a questi livelli, abbiamo lanciato tanti giovani interessanti. E nelle mia mente rimarrà sempre vivido il ricordo di quella partita col Lanciano vinta nonostante fossimo in svantaggio di 3 reti. Ne ho viste tante nel calcio ma quel giorno ho provato delle emozioni incredibili. Quanto al ricordo meno bello ci sono i tanti punti di penalizzazione subiti che ci tagliarono le gambe. Soprattutto il primo anno quando vedevamo il nostro lavoro vanificato mese dopo mese non vi nascondo che è stato difficile andare avanti. La scorsa stagione invece sapevamo di partire con un pesante handicap e quindi eravamo mentalmente preparati. Se non avessimo avuto quel calo di risultati ad inizio girone di ritorno saremmo arrivati tra le prime sei classificate".
Giugno 2013. Torrente non lascia il Bari ma al contrario rinnova il contratto. Ci ha mai pensato a cosa si ritroverebbe a vivere adesso?
"Sono cambiate molte cose da quel periodo. All'epoca la situazione societaria era molto difficile. Mi ritrovai improvvisamente senza punti di riferimento viste le dimissioni di Garzelli e Angelozzi. Non c'erano le condizioni per continuare. Mi venne proposto un progetto a Cremona e scelsi di lasciare Bari. Ero comunque consapevole di lasciare una squadra dalle grandi potenzialità".
C'è grande bagarre in zona play-off. Quante possibilità ha il Bari di farcela?
"Molte. Pochi club possono contare al momento sul sostegno di una tifoseria come quella barese. Io mi auguro di cuore che il Bari possa tornare in serie A. E soprattutto possa avere al più presto una nuova società. Questa piazza, a cui sono legato dal punto di vista affettivo, ha delle potenzialità enormi. Vi dirò di più. Se il Bari dovesse qualificarsi per i play-off sarebbe la favorita d'obbligo per la promozione. Lo sta dimostrando ampiamente in questo girone di ritorno. Io dico che con sei punti, magari vincendo le due gare al San Nicola, i biancorossi sarebbero dentro. Faccio il tifo per loro. E se ci fosse stato anche Caputo, un giocatore che in serie B ha dimostrato di fare la differenza, molto probabilmente questa squadra l'avremmo vista lottare per le prime posizioni ".
Bari a parte quali squadre l'hanno impressionata tra le prime otto?
"Il Crotone mi piace molto per il tipo di gioco che propone. E' una squadra che tatticamente interpreta il mio stesso pensiero. Poi c'è il Latina che fa della concretezza la sua arma vincente. Non è un caso che stia lottando con l'Empoli per il secondo posto".
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