Quando si sente la parola doppio passo i giovani lettori di TuttoBari.com penseranno, inevitabilmente, a Denilson (ma anche a tanti altri fantasisti), giocatore brasiliano degli anni '90, che ha deliziato diverse platee calcistiche con il suo gioco di prestigio. C'è anche chi, certamente non nato negli anni '90 nè tantomeno in quelli '80, che associerebbe la parola 'doppio passo' ad un cambio velocità con la palla al piede. A Bari, precisamente tra il 1978 e il 1981, c'era un giocatore che faceva di questa celebre giocata il suo marchio di fabbrica. Stiamo parlando Vincenzo Tavarilli, ex giocatore del Bari ed attuale relatore degli osservatori del club di Via Torrebella, il quale è stato intervistato in esclusiva dalla redazione di TuttoBari.com per rivivere la sua carriera con la maglia biancorossa.
Sig. Tavarilli, buongiorno. Lei ha militato nel Bari per tre stagioni. Che ricordo ha della sua esperienza da giocatore con i colori del Bari? "Nel 1978-1979 giocavo in una squadra di Promozione (Castellana, ndr) e ci fu un'interessamento del Bari. Ho iniziato a far parte del gruppo della Primavera, poi, però, mi hanno subito arruolato in prima squadra, dove ho totalizzato una quindicina di presenze. L'anno buono è stato senza dubbio la stagione 1979/1980, dove ho disputato 36 gare, tra cui l'esperienza nella nazionale di Serie B con Valcareggi, ct di Messico '70. E' stata un' ottima esperienza, anche perchè, prima della nidiata di Catuzzi, non erano molti i giocatori del Bari che si affermavano in nazionale. All' epoca, oltre a me, c'erano i vari Frappampina e Boggia. Il ricordo più bello con la nazionale di B è stato il doppio confronto con l'Ungheria, di cui una gara si disputò proprio a Bari, e c'era un premio dato dall'Alitalia al migliore in campo delle due sfide che fu vinto da me. In quella formazione c'erano giocatori come Vignola, Massaro, che hanno avuto poi una carriera prestigiosa"
C'è una partita che ricorda maggiormente e che ha disputato con la maglia del Bari? "Una partita bella è stata quella contro il Brescia, vinta per 3-1, che ci permise di stare nel periodo natalizio nelle zone alte della classifica di B. All'epoca c'erano due attaccanti come Gaudin e Libera, i quali, però, furono colpiti da gravi infortuni alle ginocchia e questo ci condizionò non poco. Sempre in quel periodo ricordo un Bari-Monza, dove feci un doppio passo a Marconcini, lo saltai e servii Bacchin, che realizzò poi il gol. Ricordo anche un Bari-Perugia, nel quale c'era il Paolo Rossi che tutti ora conosciamo. In quella gara colpii la traversa con un tiro da 30-35 metri"
Ha qualche rimpianto per non aver mai giocato in A con i biancorossi? "Sì qualche rimpianto c'è, anche perchè nella stagione 1979/1980 ero ricercato dalla Lazio e perfino dall' Inter. Potevo avere un' esperienza in Serie A, ma il Bari decise di tenermi ancora per un anno. La stagione successiva fui colpito da un'ulcera al duodeno, che mi condizionò la stagione. All' epoca c'era il prof. Prete che mi doveva operare, il quale, però, decise di somministrarmi dei medicinali per cicatrizzare l'ulcera. Ma queste cure provocavano problemi muscolari, per cui capitava che mi stiravo molto facilmente. Infatti, in quella stagione disputai 25 partite. Subito dopo andai ad Avellino, perchè il presidente Sibilia mi voleva a tutti i costi, però il Bari non accettò l'offerta del club irpino e mi cedette al Brescia, che era retrocesso dalla Serie A per la classifica avulsa"
C'è un suo compagno di squadra che l'ha tanto colpita per la tecnica? "Maurizio Iorio è stato un giocatore importante. Era rapido, veloce, forte e poi ha fatto una grande carriera. In quell'anno (1979/1980, ndr) si sono distinte due mezzeali, che eravamo io e Bacchin, il quale era un centrocampista di qualità e quantità. All' epoca ci chiamavano 'la coppia più forte della Serie B'".
In quale giocatore del Bari di oggi si riconosce? "Attualmente nel Bari non c'è la figura della mezzapunta, del trequartista. Noi giochiamo con due esterni alti, due mediani e due punte. Non so a che tipo di calciatore potrei assomigliare..."
Infine, una domanda sul Bari attuale. Dopo il ko interno contro il Bologna è stata una settimana difficile per gli uomini di Ventura. Che consiglio si sente di dare ai ragazzi per continuare a credere nell'obiettivo della salvezza? "Lavoro tutti i giorni con loro e li vedo motivatissimi. Non vedo giocatori demotivati che non lavorano. Non devono demordere e credo che anche quando torneranno tutti e con la fine del mercato, saremo più competitivi e spero che nel più breve tempo possibile la distanza dalla zona salvezza diminuisca"
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