Nel corso dell'appuntamento di ieri pomeriggio a CasaTuttoBari è intervenuto Vitali Kutuzov. L'ex attaccante del Bari ha ripercorso tutta la sua carriera in biancorosso, partendo dai primi mesi sotto la guida di mister Conte: "Il mio arrivo a gennaio fu molto mirato, riuscì a inserirmi subito bene. Compresi che avremmo raggiunto la promozione dopo Sassuolo. Fu una partita tosta ma dopo 30 minuti non riuscirono più a reggere i nostri ritmi. Vincemmo 1-3 e segnai ma ricordo che il mister all'intervallo ribaltò il tavolo. Noi rimanemmo scioccati, eravamo avanti 2-0. Poi tornò e ci disse 2-3 cose, era molto attento ai particolari, non voleva cali di tensione visto l'obiettivo da raggiungere. Con lui ho lavorato ai massimi livelli e ho avuto soddisfazioni".
Uno spazio particolare per lo storico pareggio di San Siro contro l'Inter nel 2009: "Ho tanti bei ricordi ma questa è stata importante perché ci ha dato la consapevolezza di potercela giocare con chiunque in Serie A. Dovevamo essere competitivi, tosti e decisivi. Siamo andati avanti con questa filosofia e abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Partita bella su tutti i punti di vista. Trattenere Eto'o e compagni non è stato facile. Alla fine avemmo diversi occasioni. Mourinho feci un paio di cambi subito ma non ci stavano capendo niente".
Sull'intesa con il compagno di reparto Vitor Barreto: "Facevamo un grande lavoro, una grande intesa. Mi divertivo ma è stato facile, ci bastava uno sguardo. Meglio di Lukaku e Martinez? Alcune cose ci venivano anche meglio ma a livello fisico e qualitativo sono animali. Noi ci dovevamo arrangiare. Però gli attaccanti ora fanno di meno questo tipo di lavoro, forse per una questione di ritmi e spazi. Conte e Ventura? Differenza c'è, sono due caratteri diversi ma grandi allenatori. Credo che Ventura appartenga più alla vecchia scuola, più chiuso nel rapporto con la squadra. Forse questo è mancato in nazionale ma è una caratteristica degli allenatori moderni".
Diversi retroscena anche sull'ultimo periodo in biancorosso, tra retrocessione e la permanenza difficile in Serie B: "L’anno della retrocessione iniziò a mancare la società, vidi una debolezza difficile da spiegare. Ebbi anche molti problemi fisici. In Serie B iniziai da fuori rosa e ci rimasi male.Volevano vendermi? Non giocavo da 6 mesi, nessuno voleva prendere un cavallo acciaccato. Ricordo che rimanemmo in 5-6 fuori rosa. Spesso giocavamo insieme alla Primavera contro la prima squadra e vincevamo 3-0. A metà stagione eravamo in zona retrocessione e mi richiamarono. Rientrai subito in campo, nonostante il ritardo di condizione, ed in una delle prime partite vincemmo 2-1 con la Reggina. A fine gara il preparatore mi diceva sempre che avevo dei calli enormi. Poi arrivammo in zona playoff e Torrente mi disse che non potevo più giocare. Purtroppo ero in scadenza e alla società non servivo più. Alla fine il mister mi elogiò ed io ero contento per aver fatto raggiungere la maturazione alla squadra".
Chiosa finale con un messaggio per la città: "Mi sono trovato bene sia in campo che fuori. Sul mio instagram ci sono tante immagini del Bari perché ci tengo, ne ho più rispetto alle altre squadre. Spero di tornare presto a Bari, di rivedere i miei amici e la squadra ad alti livelli. E' una città di amore, sole, sorriso e che ama il calcio".
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