È un vero e proprio specialista in promozioni (ben tre dalla B alla A) l’ospite intervenuto ai nostri microfoni. Sergio Volpi non ha bisogno di ulteriori presentazioni: il pubblico barese ha ancora ben impresso il biennio 1996-98 nel quale il centrocampista di Orzinuovi centrò un’entusiasmante promozione nella massima serie e una salvezza tranquilla in serie A, agli ordini di mister Fascetti.

Dall’alto della sua esperienza, la prima considerazione: “In questo Bari vedo gli ingredienti giusti: una società forte, una squadra che sta facendo bene ed è sempre concentrata. Si fa presto a cadere e poi mettere in discussione la classifica, questa squadra invece non molla: lo dimostra la reazione avuta dopo il periodo più difficile. Adesso i ragazzi devono rimanere concentrati e lottare fino a quando non ci sarà la matematica promozione, poi ci sarà tempo per divertirsi”.

Alla rosa dei biancorossi, freschi vincitori per 1-0 nel confronto contro la Juve Stabia di mister Novellino (“Più che un allenatore, un padre per me, calcisticamente parlando”), nella finestra di mercato di gennaio è andato ad aggiungersi Raffaele Maiello, metronomo e incontrista alla Volpi. Su di lui il giudizio del classe ’74 è deciso: “È evidente quanto Maiello sia un giocatore di categoria superiore: capisce quando deve accelerare, quando rallentare, quando è il momento di fare la giocata difficile e quando invece con la sua esperienza serve farsi sentire anche a parole con i suoi compagni. Giocatore forte e carismatico, il campo sta dando ragione al Bari che è andato a prenderlo dalla serie B”.

A Bari, rampa di lancio di una carriera che ha portato Volpi a disputare quasi 300 presenze in A e ad indossare per due volte l’azzurro della Nazionale, i ricordi di una città calorosa e di un pubblico in festa. Su questo aspetto l’attuale allenatore del Ciliverghe (eccellenza lombarda) torna in chiusura: “È davvero importante che ritorni l’entusiasmo, che la città insieme alla squadra ritorni a competere nei campionati che merita; perché vedere il Bari e la sua tifoseria in serie C è veramente triste, questa società non ha nulla a che spartire con quella categoria. Il possibile ritorno del trenino? Io ci andrei comunque cauto, il trenino è una cosa molto particolare, partorita da giocatori come Protti che hanno fatto la storia del Bari. Va comunque sempre bene quando c’è un motivo per festeggiare, Bari ha bisogno di gioia”.

Sezione: Esclusive / Data: Gio 17 marzo 2022 alle 18:00
Autore: Mariano Zonna
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