Bari ha sempre avuto un rapporto speciale con i giovani. Negli ultimi trent'anni la maglia biancorossa è stata il trampolino di giocatori poi diventati campioni del Mondo, campioni d'Europa, capitani della Nazionale, uomini mercato contesi dalle grandi. Oggi il calcio si segue in un altro modo, con lo smartphone sempre in tasca tra dirette, highlights e app scommesse calcio che accompagnano ogni fine settimana. Certe storie, però, i tifosi del San Nicola le custodiscono ancora alla vecchia maniera: a memoria. Ne abbiamo scelte sei, da fine anni Novanta fino a ieri.

Cassano, il ragazzo di Bari Vecchia

Non si può che partire da lui. È il 18 dicembre 1999 e Antonio Cassano ha appena diciassette anni. Una settimana prima ha esordito in Serie A, ma Eugenio Fascetti lo schiera titolare contro l'Inter di Lippi. All'88' Perrotta lancia dalla difesa. Cassano stoppa di tacco, controlla di testa, salta l'uomo e batte Ferron sul primo palo. Il Bari vince 2-1 e l'Italia scopre un talento fuori dal comune.

Quella stagione Fantantonio la chiude con 21 presenze e tre gol, poi ne segna altri tre l'anno successivo. Nel 2001 arriva il passaggio alla Roma per decine di miliardi di lire, l'inizio di una carriera tra Real Madrid, Sampdoria, Milan, Inter e Parma. Per la sua città, però, Cassano resta legato per sempre a quella notte di dicembre.

Ventola, il sogno di un ragazzo del vivaio

Qualche anno prima era toccato a Nicola Ventola, nato a Grumo Appula e cresciuto nel settore giovanile biancorosso. Esordisce in Serie A nel 1994, a sedici anni. L'esplosione arriva in Serie B nella stagione 1996-97, con dieci gol e la promozione. Nel giugno 1997, contro il Castel di Sangro, segna dopo appena quindici secondi nel giorno del ritorno in massima serie. Lo ha raccontato lui stesso come uno dei momenti più belli della sua vita.

Nel 1998 lo acquista l'Inter e all'esordio, a Cagliari, entra insieme a Pirlo e firma una doppietta. Gli infortuni alle ginocchia gli hanno tolto molto, ma Ventola non ha mai nascosto che il suo sogno da bambino era indossare proprio la maglia del Bari.

Zambrotta e Perrotta, due campioni del mondo passati da qui

Gianluca Zambrotta non è figlio del vivaio: arriva dal Como nel 1997, voluto da Fascetti dopo la promozione in A. Esordisce il 31 agosto contro il Parma, in una sconfitta per 2-0 che nessuno ricorda. Più difficile dimenticare quello che fa dopo. Viene impiegato da jolly offensivo o da esterno di centrocampo e mette insieme 59 presenze e sei gol in due campionati, mostrando corsa, tecnica e intelligenza tattica.

Nel 1999 la Juventus lo acquista per 27 miliardi di lire. Nell'operazione finisce a Bari in comproprietà un centrocampista bianconero, Simone Perrotta, lo stesso del lancio per Cassano. In biancorosso trova quello spazio che a Torino non aveva: due stagioni da titolare in Serie A, poi il passaggio al Chievo e quindi la Roma. Nel 2006, a Berlino, lui e Zambrotta saranno entrambi campioni del mondo. Zambrotta nel frattempo era diventato uno dei migliori terzini d'Europa.

Bonucci e Ranocchia, la coppia del Bari di Ventura

Una storia più recente, e ancora doppia. Nel 2009 il Bari torna in Serie A dopo la promozione con Conte, e in panchina arriva Gian Piero Ventura. Al centro della difesa c'è già Andrea Ranocchia. Accanto a lui arriva dal Genoa, in comproprietà, un giovane Leonardo Bonucci, che Ventura conosce bene dai tempi di Pisa.

Il risultato è una delle stagioni più belle della storia biancorossa. Il Bari gioca un calcio veloce e coraggioso e chiude decimo con 50 punti, record del club in Serie A. Bonucci le gioca tutte e 38, e il 28 febbraio 2010, ancora con la maglia del Bari, riceve la prima convocazione in Nazionale da Lippi. Pochi mesi dopo passa alla Juventus, dove vincerà nove scudetti diventando anche capitano azzurro. Ranocchia prende la strada dell'Inter passando per il Genoa. Ventura, anni dopo, ha detto che sul piano difensivo preferiva proprio lui.

Castrovilli, da Canosa all'Europeo

Gaetano Castrovilli è l'ultimo grande prodotto del vivaio biancorosso. Nato a Canosa di Puglia, arriva nelle giovanili del Bari nel 2008, a undici anni, dopo un provino. Il debutto in prima squadra arriva il 22 maggio 2015 in Serie B, a diciotto anni, subentrando nella sfida persa contro lo Spezia. Nel 2016-17 entra stabilmente nel gruppo, e a febbraio 2017 la Fiorentina lo prende in prestito con obbligo di riscatto.

Dopo due anni di rodaggio alla Cremonese, a Firenze diventa uno dei centrocampisti più interessanti del campionato. Nell'estate 2021 Mancini lo chiama per l'Europeo e lo fa esordire contro il Galles: Castrovilli torna a casa campione d'Europa. Nell'agosto 2025 il cerchio si è chiuso con un ritorno in biancorosso, nel club che lo aveva cresciuto.

Folorunsho e Caprile, la stagione del sogno sfiorato

L'ultimo capitolo riguarda il Bari di Mignani, quello che nel 2022-23 torna in Serie B e arriva a un passo dalla Serie A: terzo posto con 65 punti e finale playoff. Due dei protagonisti di quella cavalcata hanno poi spiccato il volo. Michael Folorunsho, già passato da Bari in Serie C, torna in prestito dal Napoli e segna otto gol in 30 partite di B, giocando da centrocampista d'inserimento. L'estate successiva va al Verona e nel giugno 2024 Spalletti lo porta all'Europeo, dove esordisce contro l'Albania.

In porta c'è invece Elia Caprile, arrivato dal Leeds e titolare fin da agosto. Le sue parate lo portano all'Europeo Under 21 e, a fine stagione, al Napoli, che lo acquista a titolo definitivo per poi girarlo in prestito in Serie A.

Sei storie, epoche diverse, un filo comune. A Bari il talento, quando c'è, prima o poi trova il suo palcoscenico.

Sezione: Gli ex / Data: Mar 06 ottobre 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoBari
vedi letture