Le difficoltà palesate dai biancorossi in questo avvio di stagione e la sensazione di un undici titolare spesso ingabbiato nei propri limiti tattici impongono una riflessione profonda sulla gestione dell'organico da parte dello staff tecnico, riaccendendo i riflettori su chi finora ha trovato poco spazio. All'interno di un collettivo che mostra pericolosi scricchiolii strutturali e una manovra a tratti prevedibile, c'è qualcuno che reclama una chance dal primo minuto per imprimere una svolta alla squadra: tra i profili che invocano maggiore considerazione figurano il centrocampista Vincenzo Prisco e soprattutto l'attaccante Sebastiano Esposito, elementi che per caratteristiche e freschezza atletica potrebbero garantire quella vivacità e quella imprevedibilità oggi colpevolmente assenti nello scacchiere tattico. Ma c'è anche ad esempio il terzino Alessandro Celli, che è solo appena tornato nelle turnazioni contro il Crotone.

L'esigenza di rimescolare le carte non nasce soltanto dalla necessità di far tirare il fiato ai senatori, ma dalla constipazione di un impianto di gioco che fatica a trovare sbocchi efficaci negli ultimi trenta metri.

Il rebus delle alternative chiama direttamente in causa le scelte della guida tecnica, chiamata a dimostrare il coraggio di voltare pagina e di affidarsi a chi scalpita in panchina pur di spezzare la monotonia di un rendimento altalenante. Continuare a puntare in modo dogmatico su gerarchie rigide, a dispetto delle risposte insoddisfacenti fornite dal campo, rischia di demotivare il gruppo e di impoverire il potenziale tecnico a disposizione della società: dare fiducia a chi brucia dal desiderio di mettersi in mostra può essere una via d'uscita per scuotere l'ambiente, riaccendere la competitività interna nello spogliatoio e offrire alla piazza quel cambio di passo indispensabile per alimentare le ambizioni di vertice nel campionato di Serie C.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 21 ottobre 2026 alle 20:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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