Una disattenzione veniale trasformatasi in una punizione severissima ha segnato l'ultimo impegno di campionato del Bari sul terreno della Salernitana: la scelta di Giulio Maggiore di indugiare sul terreno di gioco per consegnare la fascia da capitano a un compagno al momento della sostituzione ha fatto scattare l'inesorabile scure del nuovo regolamento. Il calciatore ha infatti superato il limite massimo dei dieci secondi concessi dall'arbitro per abbandonare il campo, costringendo il subentrante Raffaele Colangiuli a rimanere a bordo campo in attesa della prima interruzione utile dopo un minuto di gioco effettivo: un intervallo d'inferiorità numerica rivelatosi fatale per l'undici biancorosso, trafitto proprio in quei momenti dal gol del momentaneo pareggio granata. L'episodio di Salerno rappresenta la testimonianza plastica di come le innovazioni e i correttivi introdottti nella Circolare 1 dell'Aia per la stagione in corso possano incidere sull'esito di una gara al pari di un errore tattico o di una svista individuale.

​La riforma regolamentare pensata per azzerare le perdite di tempo impone ora una gestione maniacale di ogni fase morta della partita: oltre alla norma sul ritardo nelle sostituzioni, i direttori di gara applicano il conto alla rovescia di cinque secondi per le rimesse laterali e i rinvii dal fondo, punendo le eversioni temporali con l'inversione della decisione o con la concessione del calcio d'angolo agli avversari. A questa stretta si aggiunge la regola del minuto di stasi obbligatoria a bordo campo per i calciatori soccorsi dallo staff medico e il protocollo Var esteso al controllo dei secondi cartellini gialli, oltre alle nuove puntualizzazioni sul doppio tocco accidentale dal dischetto del rigore e sulla gestione delle rimesse da parte dell'arbitro: un reticolo di trappole e dettagli formali che la formazione pugliese dovrà imparare a metabolizzare rapidamente per evitare che l'ingenuità del singolo comprometta l'inerzia di un'intera partita.

È chiaro infatti anche come tatticamente non abbia più senso, né in vantaggio né sncor di più in svantaggio per recuperare una partita, giocare momentaneamente con un uomo in meno. Una regola che, come stiamo osservando, sta riducendo gli ingressi in campo degli staff medici alle situazioni strettamente necessarie. Praticamente adesso "fare i furbi" per guadagnare secondi è possibile soltanto prima delle battute dei calci di punizione. Per tutte le altre riprese di gioco, bisogna stare attenti a non cadere (di nuovo) nelle trappole.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 08 ottobre 2026 alle 07:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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