Ci sono classifiche che raccontano semplicemente il momento e altre che, invece, sembrano la fotografia di un percorso. Quella del Potenza appartiene alla seconda categoria. Il 4-2 rifilato al Picerno nel derby lucano non è soltanto il risultato che consegna ai rossoblù la vetta solitaria del Girone C, a quota 19 punti, ma l'ennesima tappa di un progetto che, passo dopo passo, sta prendendo forma. E forse proprio per questo il primo posto assume un significato ancora più profondo: non è un lampo, ma la conseguenza di un lavoro che arriva da lontano.

Al “Viviani” il Potenza mette in scena il suo terzo poker consecutivo e, soprattutto, conferma di avere ormai una precisa identità. Una squadra capace di dominare, soffrire, cadere momentaneamente e rialzarsi. Il Picerno prova a complicare i piani dei padroni di casa, in una partita dai mille volti: Loiacono apre le danze al 9', poi è Luca Russo a raddoppiare alla mezz'ora. Sembra l'inizio di una serata in discesa, ma cinque minuti più tardi Pugliese riporta in partita i melandrini.

E nella ripresa arriva addirittura il pareggio. Un'incertezza di Cucchietti permette a Bianchi di firmare il 2-2 in avvio, rimettendo tutto in discussione. È proprio qui, però, che si misura la consistenza di una squadra: quando una partita che sembrava indirizzata cambia improvvisamente volto, il Potenza non si disunisce. Anzi, riparte. Selleri al quarto d'ora riporta avanti i rossoblù, poi D'Auria, al 21', completa il contropiede che vale il 4-2 e fa esplodere il Viviani.

Ci sarà anche da soffrire, soprattutto dopo l'espulsione di De Marco, punito dal FVS per la testata rifilata a Pugliese. Venti minuti con l'uomo in meno, qualche brivido e altre occasioni, tra Murano e Kanoute, che avrebbero potuto rendere ancora più rotondo il risultato. Ma il Potenza resiste e porta a casa un'altra vittoria, la terza consecutiva con quattro reti all'attivo.

Il dato più interessante, però, è forse quello che va oltre il campo. Questa vetta nasce da un percorso cominciato già nella passata stagione, quando il Potenza ha messo in bacheca la Coppa Italia di Serie C. Un trofeo che ha rappresentato molto più di una parentesi felice: la prima pietra di un progetto che oggi sembra trovare continuità anche in campionato. Tappa dopo tappa, il lavoro della società e dell'area tecnica sta producendo una squadra competitiva, capace di stare lassù e, soprattutto, di non avere paura delle proprie ambizioni.

Tra i simboli di questo Potenza c'è anche Luca Russo. Arrivato dal Cerignola, l'attaccante si sta confermando come uno degli uomini più affidabili per la categoria e anche contro il Picerno ha lasciato il suo marchio, trovando una rete che ha restituito ai rossoblù il doppio vantaggio. Non soltanto i gol, ma la continuità di rendimento e la sensazione di poter contare su giocatori che conoscono la Serie C e sanno interpretarla: è anche da qui che passa la costruzione di una squadra da vertice.

Poi c'è la classifica. Il ko del Bari a Salerno completa il quadro e permette al Potenza di issarsi da solo in cima, a quota 19 punti. Una vetta che oggi appartiene interamente ai rossoblù e che racconta una realtà ormai difficile da considerare casuale.

Perché un conto è arrivare primi dopo una giornata favorevole. Un altro è arrivarci dopo aver vinto la Coppa Italia, aver costruito continuità, aver superato momenti complicati all'interno delle singole partite e aver trasformato il Viviani in una fortezza. Il Potenza lo sta facendo. E quella vetta, più che un punto d'arrivo, sembra l'ultima fotografia di un progetto che continua a crescere.

Sezione: Serie C / Data: Mar 06 ottobre 2026 alle 21:00
Autore: Antonio Testini
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