Che bel Natale che sarà, quello del Bari. E da quanto tempo in casa biancorossa non ci si poteva godere le feste in questo modo, guardando tutti dall'alto verso il basso con la sicurezza di una classifica che sorride agli uomini di Mignani, al comando con ben sette punti di vantaggio sul Monopoli. Certo, durante le vacanze non ci si potrà rilassare troppo, eppure la sensazione è che questa squadra possa affrontare qualunque situazione a testa alta, con il "ghigno e l'arroganza dei primi della classe", come diceva Guccini, ma intendendo questo aspetto in senso positivo. 

Una squadra in grado di affrontare qualunque situazione, abbiamo detto: poteva essere una ragionevole convinzione dopo Palermo, può essere elevata quasi a certezza dopo il successo con il Potenza. Perché una cosa è sicura: è grazie a partite come queste che si vincono i camponati. Eppure la sfida del San Nicola non era iniziata neanche sotto una stella troppo positiva: nella prima frazione, infatti, il Bari ha subito l'organizzazione degli avversari faticando nell'imporre il suo gioco, pur creando due occasioni pericolose con Scavone D'Errico.

Ma nella ripresa la partita è cambiata radicalmente, proprio nel momento in cui le cose sembravano poter precipitare, ovvero quanodo i biancorossi sono rimasti in dieci uomini per l'espulsione di Scavone. Il livello della prestazione del Bari è paradossalmente salito, con D'Errico che ha preso per mano la squadra accompagnato da un Cheddira il cui ingresso ha dato una nuova verve all'attacco biancorossa . È stata proprio una sgroppata di quest'ultimo a regalare alla squadra di Mignani il calcio di rigore realizzato da Antenucci, che poi ha concesso proprio a D'Errico il rigore che ha chiuso la partita sancendo il raddoppio.

Per due partite consecutive il Bari ha giocato un tempo (o quasi) in dieci, uscendone con quattro punti che valgono tantissimo. Una grandissima prova di forza, che dà fiducia e permette di affrontare le feste con serenità. Perché siamo di fronte ad una squadra vera, forte e compatta: serve evitare di abbassare la guardia, è vero, ma le premesse per un 2022 felice ci sono tutte. Non resta che aspettare l'anno nuovo, con l'auspicio che parta come si è chiuso il vecchio.

Sezione: Copertina / Data: Mer 22 dicembre 2021 alle 23:45
Autore: Raffaele Digirolamo
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