Sono passati alcuni giorni dall'ultimo pareggio, ma il tempo trascorso non ha cambiato la sostanza del momento che sta attraversando il Bari. Quattro partite senza vittorie, tre pareggi consecutivi in campionato contro Crotone, Casertana e Scafatese e la sconfitta in Coppa Italia di Serie C contro il Potenza. Una striscia che pesa, soprattutto perché nel frattempo la capolista ha continuato a correre e ha portato a sette punti il proprio vantaggio sui biancorossi. Il campionato non è certo arrivato a un punto di non ritorno, ma il quadro impone una riflessione che non può più essere rimandata.

Il problema, infatti, non è soltanto la mancata vittoria. È la sensazione che il Bari stia attraversando una fase di stallo, senza riuscire a trovare quella continuità che dovrebbe caratterizzare una squadra costruita per puntare al vertice. I pareggi possono anche essere considerati risultati utili in determinate circostanze, ma quando diventano tre consecutivi finiscono inevitabilmente per assumere un altro significato. Soprattutto se non arrivano segnali di crescita abbastanza evidenti da far pensare che la svolta sia vicina. Il Potenza, intanto, ha preso il largo: sette punti non sono un distacco irrecuperabile, ma rappresentano già un campanello d'allarme per chi aveva l'obiettivo di giocarsi il primo posto.

C'è poi un aspetto che va oltre la classifica: il Bari deve ritrovare una propria identità. Non può vivere di episodi, affidarsi alla speranza che una giocata individuale risolva le difficoltà o accontentarsi di prestazioni in cui manca la capacità di imporre il proprio ritmo. Una squadra che vuole vincere il campionato deve saper riconoscere i momenti delle partite, alzare il livello quando serve e soprattutto dimostrare di avere una direzione precisa. Finora, in questa fase, tutto questo è mancato con troppa frequenza.

Lunedì sera, sul campo del Picerno, non ci sarà soltanto da interrompere una serie di quattro gare senza successi. Ci sarà da dare una risposta, prima di tutto a se stessi. La trasferta lucana arriva in un momento delicato e proprio per questo può rappresentare un'occasione per cambiare passo. Non servono proclami, né promesse di risalita: servono una vittoria e una prestazione convincente. Il Bari ha ancora il tempo per rimettere in discussione le gerarchie, ma non può continuare a concedere occasioni a chi sta davanti. Perché inseguire è già complicato; farlo senza dare segnali di reazione rischia di diventare un'impresa.

Sezione: Copertina / Data: Ven 06 novembre 2026 alle 07:00
Autore: Antonio Testini
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