Ci sono stadi che sembrano fatti apposta per raccontare le grandi imprese. Il Massimino è uno di questi. Un luogo carico di storia, una di quelle piazze nelle quali il peso della maglia e il calore del pubblico sembrano poter spostare gli equilibri. Eppure, per una sera, il gigante è caduto. A farlo inciampare è stata la più piccola delle due realtà in campo: la Scafatese, cenerentola del Girone C, capace di prendersi Catania con un colpo al novantesimo e di conquistare così la sua prima vittoria in Serie C dopo sedici anni.

È ancora una volta la storia di Davide contro Golia. Da una parte il Catania, costruito per stare lassù, tra le grandi favorite del campionato. Dall'altra una squadra che affronta questa categoria con tutt'altra dimensione e che, proprio per questo, può permettersi di vivere serate come questa quasi senza avere nulla da perdere. La Scafatese è arrivata al Massimino per resistere, soffrire e provare a colpire. Alla fine ha fatto molto di più: ha portato via i tre punti.

E pensare che era stata proprio la Scafatese a rompere per prima l'equilibrio. Al 17' Emmausso ha trovato il gol che ha fatto sognare gli ospiti e gelato il Massimino. Un vantaggio prezioso, difeso poi con ordine mentre il Catania aumentava progressivamente la propria spinta. La partita sembrava però destinata a cambiare padrone nella ripresa: al 54' Russo ha trovato la rete del pareggio, rimettendo tutto in equilibrio e dando agli etnei la sensazione di poter completare la rimonta.

Da quel momento è iniziata una lunga fase di pressione rossazzurra. Il Catania ha provato a trovare il guizzo decisivo, mentre la Scafatese ha stretto i denti, rimanendo aggrappata a quella partita che sembrava lentamente scivolare verso il pareggio. Il tempo passava e le energie diminuivano. Il risultato sembrava ormai scritto. Ma il calcio, quello vero, ama arrivare proprio quando nessuno lo aspetta.

Minuto 90. Convitto serve Marco Toscano e il centrocampista classe 1997 decide di prendersi la scena. Azione personale dal limite dell'area, destro e pallone alle spalle del portiere. Un lampo improvviso dentro una fase di stanca. Un colpo che manda in frantumi ogni pronostico e trasforma il Massimino nel teatro della festa della Scafatese.

È il gol che vale una vittoria, ma soprattutto è il gol che consegna una fotografia alla storia del club. Perché dopo sedici anni la Scafatese torna a vincere in Serie C e lo fa nel modo più emozionante possibile: in trasferta, contro una delle grandi favorite del campionato e al novantesimo minuto.

Per il Catania, invece, è una notte amarissima. Dopo quattro giornate arrivano appena tre punti e, inevitabilmente, iniziano a sorgere i primi dubbi. Emilio Longo è già sulla graticola: una squadra costruita con ambizioni importanti non può permettersi di guardare così presto la vetta da lontano. Il ko contro la Scafatese rischia dunque di avere conseguenze ben più pesanti dei tre punti lasciati per strada.

Dall'altra parte, invece, la Scafatese può godersi una classifica che racconta un avvio tutt'altro che negativo: cinque punti in quattro partite, ma soprattutto la consapevolezza di aver appena scritto una delle pagine più belle della propria stagione. Dopo aver fermato avversari più quotati, questa volta ha fatto cadere addirittura una delle grandi.

E forse è proprio questa la magia del Girone C. Qui le distanze sembrano enormi soltanto sulla carta. Poi si entra in campo e tutto cambia. Il grande stadio, il grande nome, i grandi investimenti: per novanta minuti possono diventare soltanto dettagli.

La Scafatese lo ha ricordato al Massimino. Sedici anni dopo, la Serie C torna a sorriderle. E lo fa con il sorriso più bello: quello di chi sa di aver appena realizzato qualcosa che, prima del fischio d'inizio, sembrava quasi impossibile.

Sezione: Serie C / Data: Dom 13 settembre 2026 alle 16:30
Autore: Antonio Testini
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