Restate sul carro

 di Andrea Dipalo  articolo letto 8943 volte
Il direttore, Andrea Dipalo
Il direttore, Andrea Dipalo

Nessuno avrebbe mai pensato alla vigilia che il Bari potesse soccombere in casa contro il modesto Venezia. Nessuno, nemmeno mister Grosso, avrebbe mai immaginato di dover commentare uno 0-2 in favore degli ospiti, scesi in Puglia con l'intento di non prenderle salvo poi ritrovarsi, un po' a sorpresa, vincitori. Barricate e contropiede, come non si vedeva da tempo. Fatto sta che, al di là delle considerazioni, l'approccio dei veneti è stato perfetto ed ha pagato, mettendo a nudo le smagliature di un Bari ancora in difficoltà in difesa. Ma anche in avanti le cose non sono andate per il verso giusto.

Inevitabile il malumore di buona parte della tifoseria, che pronti via sta già rivivendo gli spettri del passato. Premesse e promesse ma il risultato sembra proprio non voler cambiare: biancorossi già costretti ad inseguire, lontani dalla vetta e dalle posizioni nobili di una classifica ovviamente corta e recuperabile. Ma ciò non cambia la sostanza dei fatti, con i pugliesi già in ritardo rispetto alle big.

Ma nessun processo, sarebbe prematuro e controproducente. Specie adesso. E allora si continui a dare fiducia a squadra e tecnico. Non si scenda dal carro dopo sole tre giornate di campionato. Non si abbandoni la nave alle prime tempeste. Sarebbe immaturo oltre che irresponsabile. Tifosi e appassionati restino ancorati al galletto, in difficoltà ma mica moribondo. Sarà poi premura dello staff tecnico trovare le giuste contromisure per migliorare uno spartito che, dopo le prime uscite ufficiali di stagione, sembrava quello giusto. E probabilmente lo è per davvero, con le dovute correzioni, anche se contro il Venezia sono stati ancora gli errori dei singoli a fare la differenza. Al contrario.

In attesa dei gol di Nenè e del recupero di Galano. Il brasiliano, nonostante il gran lavoro, non è ancora riuscito a sbloccarsi, anche se sarebbe da ipocriti dire oggi che dall'ex Cagliari ci si aspettavano più reti. Il suo curriculum parla chiaro, e racconta di un attaccante bravo a fare reparto e a giocare con i compagni, ma poco prolifico sotto porta. Al contrario di Galano, che di gol ne ha già fatti tre in questa prima parte di stagione. La sua assenza è pesata tantissimo  sull'economia offensiva di una squadra che, senza il suo numero undici, ha raccolto due sconfitte consecutive.