Mica fessa la Vecchia Signora. Dopo l'ennesima dimostrazione di forza, ha riportato a casa uno dei figli meglio cresciuti della sua storia: Antonio Conte, tecnico salentino ma soprattutto ex capitano della Juventus, che ora lo richiama per tornare agli albori di un tempo, di quello stesso tempo in cui si vinceva, con Antonio Conte in campo.

Un guerriero, anche in giacca e gravatta, che ha saputo regalare a due piazza come Bari e Siena bel gioco e successo, immediato. A  Bari l'attesa durò un po di più rispetto a quella toscana. Un anno e mezzo, tanto ci mise Conte a portare il Bari nel calcio che conta, latitante dal capoluogo pugliese da tanto, troppo tempo. Questo, probabilmente, lo lega oggi più a Bari che a Siena, dove ha anche vissuto momenti turbolenti, superati brillantemente con le vittorie in campo. In biancorosso, invece, è sempre e solo stato amato, a prescindere da tutto. E lui ha amato tanto il suo Bari, la sua Bari intesa anche come città. Però, perchè c'è sempre un però nelle storie serene, qualcosa dopo la promozione in A si ruppe. Uno strappo arrivato a fine giugno dopo pochi giorni dalla firma del rinnovo. Si, perchè Conte era già allora in odore Juventus, ma la società torinese  non se la sentì di affidare una delle panchine più nobili del nostro calcio ad uno sbarbatello alle prime vittorie. Forse sbagliò, forse no. La cosa sicura è che a sbagliare fu il Bari, capace di lasciarlo andare via per una questione di vedute sul mercato. Conte era ambizioso, come è giusto che fosse, la società, probabilmente no. E ci fu l'addio, che mister Conte ricorda spesso a chi gli chiede il motivo di quel divorzio. Lo ha fatto anche durante la trasmissione I Signiori del Calcio, programma griffato SkySport. Ecco un sunto delle sue dichiarazione, verità, raccolte da orgogliobarese.it: "Sono andato via da Bari perchè non volevo essere preso in giro: io avevo chiesto 8 acquisti e loro me li avevano negati. Erano troppi. Poi ne sono stati fatti 10 e mi domando ancora il perchè. Su quel progetto "Bari" c'è stato uno staff che ci ha lavorato 24H su 24, non è stata una cosa casuale. Mi ricordo che quell'anno ci furono le elezioni politiche e prima dell'esito si parlava di un certo progetto. Subito dopo le elezioni il progetto era sparito. Io mi sentivo preso in giro e decisi di andare via. Quando le cose non le programmi finisce sempre male e quest'anno per il Bari, purtroppo, ne è stata la prova. Il mio Bari  -prosegue il tecnico salentino- ha giocato un calcio stupendo e molti allenatore hanno scopiazzato alcune mie formazioni. Indubbiamente ha giocato un buon calcio anche con Ventura ma nessuno ha riconosciuto anche i miei meriti. Tutti che hanno nascosto i meriti di Conte. Ma come sempre penso, il tempo è galantuomo e quest'anno, purtroppo, è successo ciò che è successo..."

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 01 giugno 2011 alle 11:15
Autore: Andrea Dipalo
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