La sconfitta di martedì scorso che ha decretato la terza eliminazione di fila dell'Italia dai Mondiali di calcio sta assumendo, con il passare dei giorni, sempre più i contorni di una situazione drammatica ma ben evidente sin dal lontano 2017.L'aspetto tecnico e progettuale è fondamentale e bisognerà provare a ripartire (e non sarà affatto facile) per l'ennesima volta, in una maniera che sarà delineata dopo l'elezione dei prossimi vertici federali. Quello che colpisce di più, però, è l'enorme impatto emotivo che un'esclusione dal mondiale comporta: sedici anni senza mai vivere l'emozione di una competizione così importante (ma potrebbero essere di più) significano un'intera generazione che non ha mai visto una competizione così prestigiosa. E chi ha avuto la "fortuna" di vederne uno, negli ultimi vent'anni, ha visto prestazioni ai limiti dell'orrore. Gli unici momenti in cui si è potuta ammirare una Nazionale degna di questo nome sono stati gli Europei, del 2016 e del 2021, in primis.

Ed è qui che entra in gioco il parallelismo col Bari: tra qualche giorno i biancorossi torneranno in campo e la sfida con il Modena rappresenterà, proprio come per l'Italia, uno spareggio in cui la vittoria sarà l'unico risultato possibile.Nella speranza che possa accadere un miracolo sportivo e che si possa salvare la categoria, è giusto fare una riflessione anche sul panorama barese degli ultimi quindici anni. A partire dalla retrocessione in B (con l'onta del calcioscommesse) si può tranquillamente dire che un'intera generazione di baresi, oltre a non aver mai visto la A, ha collezionato solamente delusioni. Anche qui come per la Nazionale i momenti felici si possono contare sulle dita di una mano: la meravigliosa stagione fallimentare, la promozione in B e la stagione 2022/23 (quella della finale play-off), conclusasi in maniera drammatica.

Alla luce di quanto detto, dunque, si può affermare che essere tifosi del Bari e della Nazionale, negli ultimi vent'anni, specialmente per chi ha cominciato a seguire entrambe le squadre in questo arco temporale, sia stato sinonimo di delusioni e amarissime beffe. Da un lato le continue eliminazioni e le umiliazioni da squadre di più basso rango, dall'altro retrocessioni, fallimenti e prestazioni ai limiti del decente.

Un altro comune denominatore sono le gestioni presidenziali: da un lato Gravina, autore di due fallimenti mondiali e dimessosi, in maniera quasi obbligata, solamente ieri, dall'altro De Laurentiis la cui gestione, almeno negli ultimi tre anni, è stata a dir poco scellerata.

Il calcio, d'altronde, è dei tifosi: sono loro che fanno sacrifici per la loro squadra del cuore e sono loro che generano introiti e interesse attorno al mondo del calcio. D'altro canto, però, se si collezionano solamente umiliazioni e schiaffi in faccia persino il tifoso più ottimista e appassionato comincia a perdere la speranza. Figurarsi chi si approccia al mondo del calcio e del tifo. La speranza di una rinascita e di un ritorno non devono mai mancare ma, alla luce dell'andazzo degli ultimi anni, si fa molto fatica. In entrambe le situazioni.

Sezione: Copertina / Data: Ven 03 aprile 2026 alle 09:00
Autore: Armando Ruggiero
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