Con l'ennesimo fallimento della nazionale di calcio, lo stanno dicendo tutti, e tutti stanno mettendo pressione su questo aspetto: ​la necessità di rifondare il rapporto tra la base e il vertice della piramide calcistica attraverso le giovanili.

E in quest'idea è fondamentale il ruolo delle città più piccole, dei paesi ma anche dei quartieri delle grandi città del sud, come Bari, dove il calcio si vive e si respira. Il progetto non rappresenta più una semplice suggestione romantica legata al territorio: essa costituisce l'unico pilastro su cui edificare una stabilità economica e tecnica capace di resistere alle tempeste dei campionati professionistici. Il bene del Bari e dell'intero movimento nazionale dipende direttamente dalla capacità di trasformare anche la Puglia in una fucina di talenti d'élite che non debba più guardare altrove per trovare la propria ragion d'essere.

​Serve una visione che superi l'estemporaneità del calciomercato per abbracciare una programmazione capace di produrre atleti pronti per il grande salto senza dover passare per infiniti prestiti in categorie inferiori: la creazione di una filiera integrata impone l'adozione di un'unica identità tattica che unisca ogni singola categoria dai pulcini fino alla prima squadra. Ogni giovane calciatore deve respirare la stessa filosofia di gioco e conoscere a memoria i movimenti richiesti dalla società a prescindere dal nome dell'allenatore che siede momentaneamente in panchina.

​Questo processo di osmosi tecnica permetterebbe ai talenti locali di debuttare tra i grandi con una naturalezza disarmante poiché il campo diventerebbe la naturale estensione di un percorso iniziato anni prima: scommettere sul vivaio significa dotare il club di un'assicurazione sulla vita che nessun investimento esterno può garantire con la stessa efficacia. Valorizzare le eccellenze del territorio permette di costruire un patrimonio tecnico di proprietà che genera plusvalenze reali e risorse tecniche alimentando quel senso di appartenenza che è da sempre il motore del tifo biancorosso: la società Bari ( che sia questa o la prossima) deve avere il coraggio di destinare risorse massicce alle strutture e alla formazione invece di disperdere budget in operazioni di facciata su profili ormai privi di stimoli agonistici.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 04 aprile 2026 alle 20:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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