Da Messina a Messina: quell'esordio irreale, il fattore pausa

02.01.2019 11:00 di Gianmaria De Candia  articolo letto 5845 volte
Da Messina a Messina: quell'esordio irreale, il fattore pausa

Domenica il Bari tornerà in campo tra le mura amiche del San Nicola per la prima partita del 2019 contro il Rilancio Messina. Proprio un girone fa, esattamente il 16 Settembre, iniziò l’avventura in Serie D dei galletti davanti ai medesimi avversari. Le settimane antecedenti all’esordio in campionato furono però caratterizzate da un’atmosfera irreale e di grande incertezza nei confronti della nuova squadra e dello staff tecnico.

In pochi mesi i tifosi erano passati dal sogno A all’incubo fallimento, l’ultimo approccio diretto con il calcio giocato risaliva al turno dei preliminari playoff contro il Cittadella (3 Giugno e oltre tre mesi di vuoto assoluto). La piazza, pur guardando di buon occhio l'ingresso in società dei De Laurentiis, racchiudeva dei timori dovuti all'approccio con la nuova categoria (ignota al pubblico biancorosso) e il poco tempo a disposizione per la costruzione della rosa e la preparazione della squadra. 

Al San Filippo di Messina il Bari dimostrò per la prima volta la sua vera forza, stregando tutti con un netto 3-0. Da quel momento in poi tutti è cambiato, la stima dei tifosi nei confronti dei protagonisti è aumentata a dismisura partita dopo partita. Il momento attuale è, dunque, molto diverso. Nel girone d’andata il Bari ha collezionato 43 punti (13 vittorie e 4 pareggi, +9 dalla seconda) e, con lo stesso andamento, si potrebbe arrivare ad 86, che tra l’altro risulta essere l'esatta attuale quota promozione (la Turris vincendole tutte concluderebbe a 85). 

I galletti arrivano però a questa partita in un momento particolare della stagione e reduci dall’incredibile pareggio contro il Roccella. Presumibilmente la squadra sarà molto carica e, presumibilmente, arrabbiata. Occhio però al fattore pausa. Lo stop potrebbe aver giovato mentalmente ma la questione cambia dal punto di vista atletico. Probabile che Cornacchini si affidi ai giocatori più pronti fisicamente e meglio giunti alla ripresa della preparazione. Difficile, quindi, prevedere un undici titolare privo di possibili sorprese anche tra i fedelissimi.