Zero vittorie da quando Vivarini siede sulla panchina del Bari. E' il trend, non proprio esaltante, di un Bari che nemmeno con il cambio di guida tecnica ha svoltato. Prestazioni sconcertanti e risultati che lasciano l'amaro in bocca. Al di là di qualche timido sussulto in sporadiche porzioni di gara, i biancorossi viaggiano a ritmo lentissimo e non danno mai la sensazione di poter impensierire sul serio gli avversari. A Carrara, i galletti hanno perso una gara che poteva essere alla portata. Ma di fronte hanno trovato avversari più lucidi e affamati, in grado di azzannare e portare a casa di lì in poi senza grossi grattacapi la contesa.

Non c'è tregua, peraltro in un mese segnato dal mercato e che a Bari, puntualmente, non sta regalando sorrisi. Vivarini, già duro nel pre-gara, ha parlato di "guerra" ieri nel post partita di RadioBari in relazione ad una sessione evidentemente complicata. Che sia un uomo sempre più solo? Certo, il disallineamento fra il suo umore e quanto sta raccontando l'operatività dei dirigenti è evidente. Il Bari non sembra godere di quello sviluppo essenziale in grado di superare qualsiasi momento complicato. Sarebbe servito un mercato d'assalto, per dare fin da subito al tecnico la possibilità di operare su volti nuovi. Nulla di tutto ciò e una batteria importante di calciatori che in questo progetto sembrano non poterci più rientrare e che sono mestamente fuori dalle scelte ma comunque ingombranti nell'economia di una settimana fatta di sguardi, sensazioni e umori, oltre che di slot in rosa da liberare e in fretta.

La classifica è lì a definire un grande rischio: questo Bari è pienamente impelagato in zona retrocessione. E, senza svolte, è destinato anche a rimanerci.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 11 gennaio 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoBari
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