Ieri a Carrara si è consumato un film dal finale che in tutti si aspettavano scontato e senza sorprese. Il Bari è caduto anche in terra toscana al termine di una partita che ha denotato i soliti difetti di sempre e un copione già visto e rivisto in gran parte di questo campionato. D'altronde le parole della vigilia di mister Vivarini non avevano fatto presagire nulla di buono e cosi è stato in campo anche ieri.
Ad alimentare ancora di più malumori e inquietudini è stato il post-partita di Carrara dove il tecnico dei biancorossi non ha usato mezzi termini. Pur cercando di sviare da alcune domande sulle situazioni al di là del rettangolo di gioco, l'ex allenatore di Catanzaro e Pescara ha utilizzato una parola particolarmente forte. E questo termine è guerra. Non ha assolutamente nascosto il fatto che, appena arrivato a Bari, ha percepito un ambiente scollato, negativo, pieno di problematiche di ogni tipo e che giorno per giorno ha potuto sperimentare sulla sua pelle. Non è un contesto sicuramente idilliaco quello che Vivarini ha trovato e ha dimostrato di avere, in questo momento, poche armi a disposizione per far cessare questa guerra.
Questa parola non può che avere un significato. E questo significato turba tutto l'ambiente del Bari. Non c'è una comunione d'intenti vera, non c'è un vero progetto. Si naviga a vista ogni giorno, cercando di intuire quello che può accadere ma, spesso, senza riuscirci. Il mercato latita clamorosamente e siamo già a metà gennaio con lo stesso Vivarini che si è dichiarato enormemente preoccupato. In più, la classifica è impietosa. Il Bari è con un piede e mezzo in serie C e sembra che nessuno in società si sia accorto di tutto ciò. Vivarini sta lavorando in questo contesto. Non deve essere facile per qualsiasi allenatore operare in queste condizioni. Quando c'è una guerra in atto, se non si trovano rimedi per arrivare ad una pace, è altamente improbabile che ci possa essere il sereno.
Da più parti, forse, in questo momento, pur dovendo per forza di cose criticare una proprietà che non sembra andare nella direzione della risoluzione dei problemi, ci dovrebbe essere la presa di coscienza di una situazione sportivamente drammatica e che rischia di precipitare alla fine della stagione. A questo punto, come accadde due anni fa, tutto l'ambiente ha l'obbligo di ricompattarsi, ognuno per il proprio ruolo. Due stagioni fa ai play out il Bari riuscì a salvarsi e a mantenere la serie B. Quest'anno si sta verificando la stessa situazione. O si fa qualcosa di concreto per raddrizzare questa barca oppure la flotta biancorossa è destinata definitivamente a naufragare.
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