La Serie C non è più uno spettro lontano. Dopo la retrocessione maturata al termine del play-out contro il Sudtirol, il Bari è chiamato a ripartire nuovamente dalla terza serie, proprio come accaduto nel 2018 dopo il fallimento. Un salto all'indietro che inevitabilmente riporta alla memoria l'ultima squadra capace di vincere il campionato e riportare i biancorossi in Serie B. Tra i reparti che più hanno lasciato il segno c'è sicuramente l'attacco, un mix di esperienza, uomini simbolo e giovani destinati a esplodere.

Il leader offensivo di quella squadra era senza dubbio Mirco Antenucci. Più che un semplice attaccante, il simbolo della rinascita biancorossa. Dopo Valerio Di Cesare, probabilmente il calciatore che più di tutti ha incarnato il progetto Bari targato De Laurentiis. Nella stagione della promozione dalla Serie C alla Serie B il suo rendimento fu da autentico trascinatore: 33 presenze, 15 gol e 4 assist. Numeri che gli permisero di chiudere da miglior marcatore della squadra e da riferimento tecnico e caratteriale di uno spogliatoio che non poteva permettersi passi falsi.

Accanto a lui iniziava a brillare una stella destinata a illuminare il calcio italiano: Walid Cheddira. Quella del 2021-22 fu la stagione della sua definitiva consacrazione agli occhi del pubblico barese. Non aveva ancora raggiunto i livelli straordinari dell'anno successivo, quando in Serie B avrebbe segnato 17 reti guadagnandosi il Mondiale con il Marocco e il salto in Serie A. Tuttavia, già allora si intuivano le sue qualità. Chiuse il campionato con 6 gol in 34 presenze, diventando un'arma preziosa nelle rotazioni offensive di Mignani.

Più contenuto fu invece il contributo di Simone Simeri, protagonista assoluto nelle stagioni precedenti ma meno centrale nell'anno della promozione. Nonostante ciò, l'attaccante riuscì comunque a lasciare il proprio segno con 3 gol in 27 apparizioni. Numeri non esaltanti, ma sufficienti per dare una mano a una squadra che aveva ormai trovato nuove gerarchie offensive.

Tra gli uomini rimasti nel cuore dei tifosi c'è sicuramente Nicola Citro. I numeri raccontano una stagione marginale, con un solo gol in 10 presenze. Eppure quella rete vale probabilmente molto più delle statistiche. Arrivò allo scadere contro la Virtus Francavilla, in una giornata in cui il Catanzaro aveva contemporaneamente perso contro il Monopoli. Fu il gol che diede al Bari una spinta decisiva verso la promozione, uno di quei momenti che restano scolpiti nella memoria collettiva di una tifoseria.

Importante, pur senza numeri roboanti, anche il contributo di Daniele Paponi. L'attaccante realizzò 3 gol in 16 presenze, portando esperienza e affidabilità in una rosa che aveva bisogno di alternative credibili nel reparto offensivo. Un apporto magari meno appariscente rispetto ad altri compagni, ma comunque prezioso nell'economia della stagione.

Diverso il discorso per Cristian Galano. Il suo ritorno in biancorosso aveva acceso entusiasmo e aspettative, considerando ciò che aveva rappresentato negli anni precedenti. Dalla "meravigliosa stagione fallimentare" fino alle stagioni successive, il fantasista foggiano era stato uno dei simboli del Bari. Tuttavia, l'ultima annata in biancorosso non fu memorabile: appena 9 presenze, senza gol né assist, in una parentesi che non riuscì a regalare le emozioni sperate.

Oggi il Bari si ritrova nuovamente davanti a una ripartenza dalla Serie C. Quell'attacco appartiene ormai alla storia, ma rappresenta anche un promemoria. Dietro ogni promozione ci sono sempre uomini capaci di fare la differenza: il leader esperto come Antenucci, la sorpresa destinata a esplodere come Cheddira e quei gregari che, al momento giusto, sanno lasciare un segno indelebile. È da lì che il Bari dovrà ripartire per provare a costruire una nuova risalita.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 10 giugno 2026 alle 20:00
Autore: Antonio Testini
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